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1.4 Status e normative vigente      La Convenzione sul commercio internazionale delle specie
               animali e vegetali in via di estinzione, Convenzione di Washington,
    Il quadro normativo italiano, coerentemente con le linee guida   recepita dal nostro Paese con legge 19 dicembre 1975, n. 874,
 internazionali, dà priorità a una conservazione a livello di   impone una stringente regolazione del commercio, l’importazione,
 popolazione rispetto a quella rivolta alla tutela dei singoli   l’esportazione delle specie minacciate a livello globale.
 individui. Esso demanda alle regioni ed alle province una larga      Nella Convenzione la popolazione di lupo italiana è inserita
 parte delle competenze in materia di monitoraggio, gestione    nell’appendice II (specie potenzialmente minacciate).
 e riqualificazione faunistica, di realizzazione di eventuali piani       A livello europeo, il regolamento CEE di applicazione della CITES
 di controllo, di risarcimento dei danni. All’interno delle aree   (Reg. 338/97 del 9 dicembre 1996) include la popolazione
 protette è generalmente l’Ente parco ad essere responsabile    italiana di lupo nell’Allegato A.
 di tali attività.   Tale quadro normativo impone una specifica autorizzazione per
    Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare   l’importazione di lupi, che viene concessa anche sulla base di una
 nel 2002 pubblica il primo piano d’azione nazionale per    valutazione delle condizioni
 la conservazione del lupo. Nel piano sono previste misure   di mantenimento nel sito di arrivo.
 d’intervento per la conservazione del lupo di tipo specie-specifico      A tale proposito la Legge 150/92 di applicazione della CITES
 che si complementano con quelle di tipo ecosistemico volte,    ha introdotto una serie di obblighi per la captivazione di
 più in generale, alla conservazione dell’ecosistema naturale.   individui delle specie tutelate dalla convenzione, subordinandone
    Nel piano, il bracconaggio è individuato come la principale   la detenzione ad una verifica di idoneità delle strutture e a una
 causa di mortalità accertata del lupo. L’uso di lacci, armi da   specifica autorizzazione.
 fuoco e veleno sono indicati come i principali mezzi di uccisione
 della specie.     Sul piano nazionale, la legge 11 febbraio 1992 n. 157 inserisce
    Sul piano internazionale, la Convenzione di Berna, relativa    il lupo tra le specie particolarmente protette (art. 2, c. 1)
 alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale    e il D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357, di recepimento della
 in Europa, firmata a Berna il 19 settembre 1979 e ratificata   direttiva Habitat, inserisce il lupo nell’Allegato D, tra le specie
 dall’Italia con legge 5 agosto 1981, n. 503, inserendo il lupo   di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa.
 nell’Allegato II (specie strettamente protette) ne prevede una      La normativa italiana:
 speciale protezione e ne proibisce in particolare la cattura,   •  vieta la cattura e l’uccisione, il disturbo, il possesso,
 l’uccisione, la detenzione ed il commercio.   il trasporto, lo scambio e la commercializzazione del lupo
 La Direttiva Habitat (92/43/CEE), inserisce il lupo nell’Allegato D   (D.P.R. 357/97, art. 8, cc. 1 e 2);
 (specie di interesse comunitario che richiedono una protezione   •  richiede una specifica autorizzazione per l’importazione
 rigorosa), proibendone la cattura, l’uccisione, il disturbo, la   di esemplari vivi o morti di lupo o di parti di essi (L. 874/75,
 detenzione, il trasporto, lo scambio e la commercializzazione.   150/92);



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