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CRONACHE DI IERI
Le testimonianze
popolazione. Un malcontento che, tuttavia, appare raccolte dal giudice
privo di basi politiche ed è abbastanza difficile im-
maginare una rivolta filo-borbonica guidata da una
povera domestica, per giunta analfabeta. istruttore portano
A testimoniare davanti al Giudice sono chiamate
ferisce: “nel molino vi erano soltanto Loreta Ventrella e l’autorità giudiziaria
numerose persone informate dei fatti. Il calzolaio ri-
suo marito, Domenico Susca e il mugnaio, che era agli
affari suoi”. Il proprietario del molino afferma: “ho ad accusare
chiesto alla De Monte a chi appartenevano i soldati
Vittorio Emanuele o di Francesco II”. Il caffettiere formalmente la De
sbarcati a Mola, e lei rispose che non sapeva se erano di
Giovanni Maurantonio conferma e dice: “La De
Monte mi ha riferito che erano sbarcati nel porto di Monte di “pubblico
Mola in 500”. Il falegname Vito Attolini precisa: “ho
saputo da Vito Sante Colapinto che questi in caso contrario, discorso, di natura da
avrebbero dato il “cottone” ai liberali ”.
Le testimonianze raccolte dal giudice istruttore eccitare lo sprezzo
portano così l’autorità giudiziaria ad accusare for-
malmente la De Monte di “pubblico discorso, di natura
da eccitare lo sprezzo ed il malcontento contro le Istituzioni ed il malcontento
Costituzionali”. Interrogata, la donna da subito nega
e si difende sostenendo che si tratta solo di dicerie, contro le Istituzioni
apprese da uno sconosciuto ‘villano’.
Per quanto riguarda i cartelli affissi alla porta del
Municipio e a quella della Caserma dei Carabinieri, Costituzionali”
dichiara di averlo saputo da tale Anna Marchese. In-
somma, la De Monte ha sì espresso opinioni contrarie
al nuovo regime, ma solo riportando cose udite da
altri. La teste Maria Lucia Marchione, interrogata ottenere la libertà provvisoria della De Monte.
dal giudice per un suo presunto coinvolgimento nella Qualche mese dopo, il 26 marzo 1863, il Sostituto
vicenda, dichiara: “Ho gridato da mezzo alla strada per Procuratore Giovanni Chiaia, Pubblico Ministero
chiamare la De Monte, perché era dietro le sbarre del del Circondario di Bari, trasmette gli atti al giudice
carcere, e le ho detto a nome del padrone se voleva qualche istruttore Giannattasio. Quest’ultimo, nel capo di
cosa da mangiare, aggiungendo che se si fosse stata zitta imputazione, scrive: “voci dirette ad eccitare negli animi
il padrone sarebbe andato dal giudice e l’avrebbe pregato degli abitanti una apprensione per l’avvenire, ciò per
per la messa in libertà”. finire sicuramente di staccare l’animo del popolo dal
Il 31 luglio, l’avvocato barese Salvatore Turi riesce a trono di Savoia”.
62 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III

