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CRONACHE DI IERI













            servire da identificazione o il libretto postale mentre la  tito l’accesso agli irredenti e ai profughi se non in via
            tessera ferroviaria non aveva valore identificativo.  I mo-  eccezionale sempre con l’assenso del Comando della
            tivi gravi che avevano originato il viaggio dovevano es-  Piazza.
            sere provati con documenti o con serie referenze ma la  Le autorità consolari e i diplomatici residenti a Venezia
            valutazione della loro gravità era lasciata al criterio del-  erano lasciati liberi di entrare a loro volontà ma dove-
            l’ufficiale in servizio. Il permesso di soggiorno, se con-  vano segnalare i movimenti alle Autorità marittime che
            cesso, era annotato sul passaporto o rilasciato su un   avrebbero provveduto a apporre sul passaporto di ogni
            foglio da allegare al porto d’armi o al libretto postale.  individuo un visto di soggiorno continuativo. Anche gli
            Ai titolari di un salvacondotto per circolare in zone   ufficiali di qualsiasi arma corpo e grado erano sottoposti
            d’operazioni non erano richiesti i motivi che avevano   a questi controlli e non potevano accedere a Venezia se
            determinato il viaggio ma era rilasciato subito il per-  non avevano validi documenti di viaggio o un permesso
            messo di soggiorno: questo tipo di autorizzazione com-  di licenza giornaliero, rilasciato per la città. La presenza
            peteva  alle  massime  Autorità  Militari,  secondo  una  di ufficiali generali e di ammiragli era segnalata al Co-
            norma del 1° ottobre 1915 e presupponeva che i titolari  mando marittimo mediante fonogramma. I pernotta-
            fossero persone note, ampiamente monitorizzate prima    menti  dei  singoli  viaggiatori  erano  attentamente
            della concessione di simile importante documento.       monitorati.
            Artisti di varietà e prostitute straniere non erano am-  Il servizio di polizia militare era organizzato in modo
            messi in città mentre le ‘lucciole’ italiane, delle case di  da rendere molto difficile la permanenza in città di per-
            tolleranza locali, erano ammesse ma con speciali vincoli  sone che non avessero ottenuto un regolare permesso di
            e solo quando fossero regolarmente iscritte nell’apposito  soggiorno. Anche chi aveva ricevuto il permesso non
            registro ovvero in un prospetto rilasciato da una Regia  era esente da un oculato controllo del suo comporta-
            Questura. I venditori ambulanti non erano ammessi in    mento e delle sue frequentazioni.
            città ad eccezione di quelli che avevano già un permesso  Completavano la rete informativa dell’Ufficio Speciale
            rilasciato dalla Pubblica Sicurezza di Venezia.         gli informatori corrispondenti dall’estero ai quali era ri-
            Per gli stranieri la procedura di controllo era rigorosis-  chiesto di indicare le sistemazioni a difesa del territorio
            sima. Per ottenere l’accesso in città dovevano essere mu-  nemico; la località dove si trovava il Comando militare;
            niti  di  regolare  passaporto  rilasciato  dalle  autorità  chi era il Comandante e di quale prestigio godesse; il
            politiche consolari del proprio Stato di appartenenza e  trattamento riservato alle truppe e agli equipaggi delle
            di un foglio di soggiorno rilasciato dalla Pubblica Sicu-  navi e le loro condizioni morali; il trattamento riservato
            rezza del comune di residenza in Italia. Inoltre dove-  alla popolazione civile; le requisizioni; le manifatture di
            vano provare i motivi per i quali volevano accedere in  materiali bellici; le opinioni dei vari circoli sociali sulla
            città, muniti di documenti al riguardo o referenze serie.  guerra. Era richiesto anche di fornire, se possibile, no-
            Qualora lo straniero avesse potuto dimostrare di avere  tizie simili su altre località marittime dell’Impero e se-
            i documenti in regola, doveva comunque presentarsi im-  gnalare,  se  ne  venivano  a  conoscenza,  agenti  dello
            mediatamente al Comando in Capo. L’ingresso dello       spionaggio nemico in Italia o persone che diffondevano
            straniero era in realtà segnalato immediatamente all’Uf-  propaganda disfattista. Sarebbe stato utile segnalare
            ficio centrale, il quale redigeva due copie della segnala-  anche le perdite subite dagli austriaci nelle varie opera-
            zione, di cui una immediatamente inviata al Comando     zioni di guerra. Questi informatori ricevettero un si-
            in Capo e l’altra all’Ufficio Speciale. Particolare atten-  stema da usare nella corrispondenza epistolare, basato
            zione era data al luogo di provenienza. Non era consen-  sul principio di cifrare preventivamente le lettere del testo



            54 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III
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