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CRONACHE DI IERI
Un Ufficio
Derivazione
mato il malvezzo di alcuni agenti e ufficiali: dare notizie
riservatissime per telefono.
Fu instaurata anche una stretta censura postale: revisione controllava le
permanente di tutta la corrispondenza da e verso l’estero
per controllare le relazioni fra le persone dimoranti in
quel territorio; controllo minuzioso anche sulla corri- comunicazioni
spondenza di profughi o di ditte commerciali che po-
tevano essere inclini al favoreggiamento di illeciti. telefoniche e anche
La revisione poi fu estesa a tutta la corrispondenza pro-
veniente anche dalle Piazze Marittime di Brindisi e Ta-
ranto; a quella diretta agli equipaggi delle navi ancorate la corrispondenza
a Venezia o spedita da queste, per sopprimere trasmis-
sioni di notizie militarmente dannose o inopportune. postale era
Non fu esente da questo tipo di controllo anche la cor-
rispondenza indirizzata fermoposta che si pensava po-
tesse eludere le eventuali indagini o all’ombra di sottoposta a
pseudonimi. In questo caso fu possibile stralciare notizie
che fecero estendere indagini anche all’infuori dalla cor- “revisione”
rispondenza estera, secondo le necessità rilevate e senza
l’intralcio di pratiche burocratiche. Il Comandante della
Piazza Marittima, poi, istituì quello che Omati chiamò,
nella sua relazione finale, Servizio di Polizia di contro- per evitare al viaggiatore lunghe code all’ufficio di sta-
spionaggio per monitorare, con l’assoluta riservatezza, e zione. Le squadre viaggianti sui treni potevano conce-
professionalità necessaria, persone segnalate o sospette. dere in treno il permesso di soggiorno ai viaggiatori che,
In una prima fase fu previsto il censimento di tutti gli giunti a Venezia, entravano speditamente in città.
stranieri presenti sul territorio della Piazza, con parti- A Chioggia era stato stabilito un Ufficio che rilasciava
colare riguardo agli appartenenti a stati nemici nel con- il permesso di soggiorno all’atto dell’imbarco del piro-
flitto, rimasti sul territorio. Era necessario individuare scafo per Venezia, sul quale fu consentito imbarcarsi
chi potesse essere sovversivo o corruttibile tra i sospetti. solo con il permesso. Tutti gli ufficiali addetti alle squa-
Il servizio di controllo alla circolazione degli stranieri dre di controllo facevano capo a un Ufficio Centrale
era già iniziato allo scoppio della guerra per esercitare presso il Comitato di Difesa, di competenza dell’Eser-
un’attiva sorveglianza su tutti i viaggiatori in arrivo e in cito, comandato da un ufficiale con funzioni direttive e
partenza, italiani compresi. Fu deciso di controllare tutte competenze disciplinari.
le vie di accesso a Venezia: la stazione ferroviaria, le varie All’accesso in città, i viaggiatori dovevano provare la
linee lagunari e i canali di accesso alla città. Furono co- propria identità personale e i gravi motivi che determi-
stituite squadre di militari. Alla stazione ferroviaria ne navano il viaggio. Queste erano delle norme del Co-
operavano tre, ciascuna con un ufficiale e sette uomini mando Supremo diramate il 1° ottobre 1915. Per
per il controllo del movimento passeggeri; i militari si dimostrare la propria identità personale bisognava es-
alternavano coprendo il servizio 20 ore su 24. Fu atti- sere muniti di passaporto rilasciato dal Comune di re-
vato un efficace ma saltuario controllo sui treni in corsa sidenza. Anche il porto d’armi con fotografia poteva
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III 53

