Page 38 - Forestale N. 89 novembre - dicembre 2015
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la possibilità di conferire, a persone ed istituzioni settore ed il crollo del prezzo di macchiatico. Tutti
che si fossero dimostrate particolarmente merite- fattori che avrebbero determinato la fine del set-
voli nel settore della selvicoltura, la Medaglia al tore forestale italiano, lo spopolamento delle zone
Merito silvano che veniva concessa dal Ministro di montane a favore delle città e l’accelerazione pro-
agricoltura, industria e commercio. gressiva verso l’abbandono dei territori. A
La medaglia, nella sua prima versione, portava su complicare il quadro generale la delega alle
un verso l’effige di Vittorio Emanuele III, Re Regioni di gran parte delle competenze un tempo
d’Italia e sull’altro verso un “boscoso paesaggio curate dal Corpo forestale dello Stato e la man-
alpestre con opere per il miglioramento del corso canza di una politica europea dedicata alla
delle acque e dei pascoli, animato da due muc- forestazione hanno fatto sì che, negli ultimi 40
che”. Era coniata in oro, argento e bronzo. La anni si sia persa completamente la visione genera-
Medaglia veniva concessa sia a chi realizzava rim- le immaginata dal Luzzatti. Finita l’epoca dei
boschimenti su larga scala sia a coloro che rimboschimenti e della sistemazione delle pendici,
avessero svolto attività di propaganda a favore sono rimasti unicamente interventi “spot”, slegati
dei rimboschimenti stessi. Va evidenziato che, fra loro, di piccola entità e spesso decretati dal-
per un lungo arco di tempo, il compito del Corpo l’urgenza conseguente a smottamenti ed alluvioni.
forestale (divenuto poi dello Stato) è stato quello Con in agguato il pericoloso fenomeno degli
di prestare gratuitamente assistenza e consulenza incendi boschivi che ogni anno intacca il nostro
ai selvicoltori ed agli industriali
forestali per favorire la difesa
della piccola proprietà montana;
incoraggiare la costituzione ed
associazione di proprietari di
boschi per “l’esercizio dell’in-
dustria silvana”; estinguere gli
incendi boschivi; difendere i
boschi dai parassiti vegetali ed
animali; consentire la vendita
dei prodotti forestali.
Almeno fino agli anni ’50 del
secolo scorso l’aspetto produtti-
vistico era prevalente e, dunque,
il Corpo forestale dello Stato si
adoperava per favorire il miglio-
ramento dei boschi e dei pascoli, l’impianto di capitale verde. Si provò a dare nuovo vigore alle
nuovi boschi e l’acclimatazione anche di specie foreste italiane con il Piano forestale nazionale, a
forestali più redditizie. Inoltre, veniva dato grande metà degli anni ’80, i cui intenti, però, rimasero
peso al miglioramento razionale ed economico quasi tutti sulla carta. La storia recente è un cla-
dell’utilizzazione dei boschi e l’incremento della moroso vuoto di iniziative.
produzione forestale. Nel 1951, nell’ambito del La Medaglia al Merito silvano (e soprattutto quel
rilancio generale del territorio montano, promos- che idealmente rappresenta), sebbene ancora esi-
so dall’allora Ministro dell’Agricoltura, Amintore stente, è ormai passata nel dimenticatoio, orpello
Fanfani, la Medaglia al Merito silvano veniva asso- antico mal compreso dalla società della fretta e
ciata alla “Festa degli alberi” e conosceva un del commento immediato, ma anche dello scarso
nuovo impulso. La bandiera del Corpo forestale impegno effettivo. Possiamo, infatti, registrare
dello Stato ne veniva adornata, ma erano gli ultimi che sono scomparsi il “merito”, inteso come
segnali di un’epoca prossima alla scomparsa. sforzo comune realizzato per il bene del Paese ed
All’orizzonte si profilava l’industrializzazione il “silvano”, considerata la scarsissima attenzione
pesante, la meccanizzazione dell’agricoltura con che viene riservata oggi al settore forestale.
conseguente scomparsa dell’occupazione in tale Luzzatti ha di che rivoltarsi nella tomba.
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