Page 32 - Forestale N. 84 gennaio - febbraio 2015
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Aspetti giuridici
Commercio avifauna: è importante ricordare
che nel nostro Paese la fauna selvatica è
considerata patrimonio indisponibile dello
Stato e che l’avifauna selvatica, ad eccezione
di sei specie (fagiano, pernice rossa, pernice
sarda, starna, colombaccio, germano reale),
non può essere venduta, acquistata e dete-
nuta per fini commerciali. Questo divieto,
vigente dal 1992, lo scorso 24 giugno è stato
esteso anche agli uccelli importati dall’este-
ro, le cui popolazioni risultino presenti nei
che rischiano fino a sei mesi di arresto per viola- Paesi dell’Unione Europea. Questa modifica
zioni della normativa sulla tutela della fauna normativa è stata introdotta per adeguare il
selvatica ed il prelievo venatorio. diritto nazionale al diritto dell’Unione, evitan-
L’operazione è nata in un piccolo paesino dell’al- do procedure di infrazione. Pertanto, anche
al fine di evitare che vengano posti in essere
to maceratese, a seguito di una segnalazione al dei reati in maniera inconsapevole dai citta-
numero di emergenza ambientale 1515, secondo dini, è importante che tutti siano al corrente
la quale, in un negozio di prodotti congelati veni- di questi divieti. Anche chi acquista, ad
vano esposte per la vendita delle confezioni esempio presso un negozio di congelati o
riportanti in etichetta la dicitura “passeri” di pro- consuma al ristorante un piatto realizzato
venienza “Tunisia”. Il personale del NIPAF di con questi animali pone in essere un illecito
penale. Sono invece consentiti l’autoconsu-
mo o la cessione gratuita della selvaggina.
Cattura avifauna: le due specie identificate
nell’Operazione “African osei” sono entram-
be protette dalla normativa nazionale,
pertanto nel nostro paese non possono
essere oggetto di caccia, ad eccezione dello
storno, per il quale in alcuni casi possono
essere previste delle eccezionali deroghe ai
divieti, al fine di evitare danni alle produzioni
agricole. Inoltre le specie “cacciabili” posso-
no essere prelevate solamente con l’utilizzo
di fucile, arco e falco. Sono assolutamente
Macerata, dopo aver prelevato una delle confe- vietati dalla normativa nazionale ed europea
zioni poste in vendita, attraverso misure (Direttiva “uccelli”), metodi di cattura indiscri-
biometriche effettuate sugli animali (in particola- minati che non consentano di selezionare le
specie oggetto di prelievo, come reti, lacci o
re venivano misurati alcuni caratteri tassonomici trappole. Purtroppo gli animali rinvenuti e
come le dimensioni del becco), ha identificato i sequestrati dal Corpo forestale non sono
passeri come appartenenti alla specie Passer stati catturati con mezzi consentiti in Italia, in
Hispaniolensis (Passera sarda o Passera spagnola), quanto non recano ferite da arma da fuoco o
presente in Europa meridionale ed orientale e in altre lacerazioni riconducibili a prelievi di
carattere selettivo. L’ipotesi più plausibile,
considerato l’ingente numero di animali
importati in pochi mesi (800.000 circa) è che
siano stati catturati con l’ausilio di reti.
L’utilizzo di tali metodi è tuttavia ancora con-
sentito nei paesi del Nord Africa, ed in alcuni
paesi balcanici. Numerosi reportage testimo-
niano la cattura con reti e fucili di grandissime
quantità di uccelli migratori, che nel periodo
autunnale si spostano dall’Europa per tra-
scorrere l’inverno in paesi nord africani dal
clima meno rigido.
Il Forestale n. 84 - 33

