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Il Forestale n. 78 60 pagine 18-04-2014 14:42 Pagina 49
INCONTRI CON LA NATURA
L’ospite inquietante dell’ombra popolamenti puri anche di una certa estensione. I luoghi
Al ramingo che vaga in montagna per foreste umide ed più significativi dove lo si può ammirare sono la Foresta
ombrose può capitare d’imbattersi nel tasso. Come il suo Umbra del Gargano, alcune località dell’Appennino
omonimo mammifero, questa pianta si presenta general- Aquilano, il Monte Nero in provincia di Macerata e la cate-
mente con un aspetto basso e tozzo, conseguenza del na montuosa del Goceano, in Sardegna, dove si può
tronco, che si ramifica abbondantemente a poca distanza ammirare il bosco millenario di Sos Nibberos.
dal suolo, lasciando ai rami il compito di espandere la Come posso riconoscerlo. È un albero di seconda o terza
chioma e captare la poca luce ombrosa che filtra grandezza, non cresce quindi più di 15 – 20 metri.
dalle chiome degli alberi superiori. Nei suoi È una gimnosperma, quindi non genera fiori né
rametti può capitare di vedere assieme il verde frutti, ma coni maschili e femminili su pian-
cupo degli aghi, tipico delle foglie che estrag- te separate (è una pianta dioica). Gli aghi
gono la luce dall’ombra, il rosso vivace degli sono disposti in un unico piano sul ramet-
arilli, i coni carnosi che contengono il seme to, sono appiattiti e hanno un apice
nudo. E se i secondi possono allietare il appuntito. Sono di un verde molto scuro.
passo del viandante col loro gusto dolcia- Negli arilli (falsi frutti) il seme nudo inter-
stro, guai a chi ne ingerisse in qualche no è nettamente staccato dalla polpa. La
modo le foglie, contenenti un serio veleno, corteccia è liscia e, in età avanzata, si des-
tanto da far guadagnare a questo albero l’ap- quama.
pellativo poco lusinghiero di albero della morte. Cosa ci posso fare. È molto usato come spe-
Anche il seme è meglio sputarlo: attraversa senza cie ornamentale nel Nord Europa, anche per
problemi l’apparato digerente degli uccelli che se ne ciba- formare siepi. Il legno è estremamente resistente ed ela-
no, disseminandolo lontano dalla pianta madre, ma stico, ed è stato usato sin dalla preistoria per fabbricare
contiene comunque la tassina, l’alcaloide che rende vele- archi (l’etimologia del nome richiama proprio quest’uso).
nose tutte le parti della pianta. Di tasso era l’arco dell’uomo paleolitico giunto fino a noi
Dove posso incontrarlo. Il Taxus baccata vegeta tipica- tra i ghiacci di Similaun. In medicina è importantissimo,
mente nel sottobosco delle foreste montane del poiché alcuni suoi alcaloidi sono stati individuati come
Mediterraneo e nel Nord Europa. Preferisce i climi ampia- chemioterapici naturali. Il suo uso in farmacopea è tutta-
mente oceanici, con inverni miti ed estati fresche. Cresce via riservato a contesti estremamente controllati, a causa
generalmente sporadico, ma in casi rari può formare della tossicità dei suoi alcaloidi. Cristiano Manni
Elegante e con il becco all’insù Osservare uno stormo di avocette in volo è certamente
Con l’arrivo della primavera cresce anche nella specie uno spettacolo unico, per l’eleganza che questi uccelli
umana l’atavico desiderio di partecipare al risveglio della mostrano nei movimenti energici delle ali, ma soprattut-
natura, che in questa stagione esplode con forme biz- to per il forte contrasto delle striature nere che esaltano
zarre e colori vivaci. Per vivere momenti esaltanti il candido piumaggio bianco. Caratteristico ed
non occorre percorrere molti chilometri, ma avvincente è il rituale di corteggiamento
è sufficiente dotarsi di un buon binocolo e delle avocette, una vera e propria danza
recarsi in una delle tante aree umide che che gli uccelli eseguono in gruppi anche
cingono la nostra penisola. numerosi, dopo essersi disposti in cer-
In questa stagione le lagune costiere chio, muovendo le zampe ed emettendo
italiane si riempiono di uccelli limicoli versi continui con balzi repentini.
intenti a nutrirsi di insetti e piccoli verte- Una volta formate le coppie riproduttive,
brati che sguazzano nel fango, numerosi le avocette si spostano nei siti di nidificazio-
stormi giungono dalle remote aree di svernamen- ne, che in Italia sono concentrati nelle saline e
to, incrementando la diversità biologica dei nostri laghi. lagune dell’alto Adriatico, della Toscana, della Puglia,
Tra essi non passa inosservata la candida avocetta, della Sicilia e Sardegna. Già dal mese di luglio le avo-
uccello elegante dalle inconfondibili striature nere che cette iniziano la migrazione post-riproduttiva,
adornano le ali ed il capo; dal particolare becco ricurvo, spostandosi verso le aree di svernamento, lasciando
utilizzato con movimenti laterali per catturare piccoli concentrati nelle principali aree umide gli esemplari
invertebrati nella torbida fanghiglia. svernanti. Simone Cecchini
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