Page 46 - Il Forestale n. 60
P. 46
Il Forestale n. 78 60 pagine 18-04-2014 14:42 Pagina 47
NOI E L’AMBIENTE
Vestiti... di verde tivazione della Canapa (Cannabis sativa) in applicazione
Ci stanno sempre addosso, giorno e notte! Cosa? Ma gli delle disposizioni Europee e delle circolari del Ministero
indumenti, ovviamente! Compagni irrinunciabili del nostro delle politiche agricole alimentari e forestali. La pianta,
quotidiano e quota sensibile delle nostre spese mensili, la fino al primo dopoguerra diffusamente utilizzata in tutta
biancheria e l’abbigliamento sono secondi per importanza Europa, possiede eccezionali caratteristiche agronomiche
forse solo al cibo. (frugalità e rapidità di crescita) e le relative fibre hanno
Ecco perché prestare attenzione con occhio ecologico a caratteristiche tecnologiche molto apprezzate anche per
questo settore è, e sarà, sempre più importante. gli usi tessili. La ridotta esigenza di acqua e prodotti chi-
mici, unita alla produzione locale (filiera corta, ridotti
Come e perché scegliere capi d’abbigliamento eco- impatti dovuti ai brevi trasporti), rende per noi la canapa
sostenibili. di per sé più sostenibile del “fratello maggiore” cotone.
La sostenibilità di un capo d’abbigliamento è data prima
di tutto dal processo produttivo della materia prima, il fila-
to, ma anche dalle tecniche di fabbricazione del capo.
Il cotone biologico.
Il 2 per cento circa delle terre coltivate nel mondo sono
destinate a colture tessili e tra queste il cotone è la parte
di gran lunga preponderante coi suoi 30 milioni di ettari di
superficie (praticamente come l'intera superficie nel
nostro paese!). La coltivazione del cotone è fortemente
industrializzata ed estensiva, con massiccio uso di pro-
dotti chimici (diserbanti e pesticidi) ed acqua. Inoltre
buona parte delle colture di cotone sono OGM (il cotone è Il riciclo.
la terza coltivazione geneticamente modificata del piane- In commercio possiamo trovare anche capi di abbiglia-
ta subito dopo il Mais e la soia, con gli USA e l’India che mento confezionati a partire da materiale di recupero
hanno convertito a cotone G.M. oltre il 90 per cento della come scarti di sartoria o materiale da imballaggio tipo i
loro produzione). Sostenere una conversione biologica di sacchi di riso per la produzione di borse. In più è dovero-
questa coltivazione vuol dire incidere significativamente so ricordare come il “pile”, ancorché materiale sintetico,
sulla qualità ambientale di molti paesi; in aggiunta i capi viene prodotto dal riciclo del poliestere ricavato da rifiuti
prodotti con fibra biologica sono generalmente realizzati plastici.
anche con processi a ridotto impatto ambientale e con
coloranti naturali. Anche se l’Unione Europea non ha Il riuso.
ancora approvato una disciplina per il biologico tessile Al di là delle innumerevoli offerte commerciali reperibili
come per quello alimentare, le aziende del settore fanno nei negozi, ma più facilmente su Internet, ricordiamoci che
certificare i propri prodotti dagli stessi organismi e con le esiste sempre il buon vecchio riuso, ovvero il riutilizzo di
stesse modalità dell’agricoltura biologica alimentare. vestiti usati reperibili da amici e parenti o negli appositi
mercatini.
La lana ecologica.
È un po' più difficile trovare lana certificata come biologi-
ca, ma possiamo incontrare comunque aziende che
certificano gli allevamenti ovini come più rispettosi del-
l’ambiente e del benessere animale attraverso dei gesti
concreti. Un esempio è dato dal bando della cruenta pra-
tica del cosiddetto mulesing, un operazione praticata
soprattutto in Australia, consistente in una sorta di mutila-
zione di alcune escrescenze della pelle delle pecore
merino per evitare l’infezione da parte di insetti.
Fibre alternative.
Da circa una decina di anni è ripresa anche in Italia la col- Gordon Cavalloni
Il Forestale n. 78 - 47

