Page 37 - Forestale N. 53 novembre - dicembre 2009
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Un autogrill per uccelli
nel cuore dell'Appennino,
una riserva che attira
fino a 20 mila volatili e
birdwatchers da tutta Italia
di Gabriele Salari
on il terremoto dell’Aquila tutti lo hanno
sentito nominare per via della faglia che
passa qui sotto ma pochi sanno che il
C lago di Campotosto, oltre ad essere il
maggiore bacino lacustre d’Abruzzo, è una riser-
va naturale di popolamento animale, istituita nel
1984 e gestita dal Corpo forestale dello Stato.
Arrivarci nel tardo autunno, in una giornata di
sole e cielo terso, ci dà modo di godere appie-
no di un colpo d’occhio sulla riserva, che
racchiude integralmente l’area lacustre dalla
buffa forma a “V” parzialmente rovesciata con il
vertice disposto verso oriente, incastonato tra i
profili arrotondati dei Monti della Laga e quelli
aspri del Gran Sasso nel cuore del grande parco
nazionale Gran Sasso Laga.
Siamo nel cuore di questo parco nazionale e in
collaborazione con il Servizio ricerche scientifi-
che dell'Ente Parco il Corpo forestale porta avanti
dal 2006 un’importante attività di monitoraggio e
inanellamento dell'avifauna, grazie all'entusiasmo
e alla competenza di Eliseo Strinella.
“Oltre a controllare regolarmente le presenze
organizziamo periodicamente delle giornate per
far conoscere Campotosto ai birdwatchers che
arrivano da varie parti d’Italia per la ricchezza di
avifauna, visto che questa è una delle aree di
sosta più importanti dell’Appennino centrale”
spiega Strinella.
L’invaso che vediamo oggi, con le sue tre dighe,
venne realizzato nel 1938 per la produzione di
energia elettrica, sommergendo un vasto altopia-
no sede un tempo di un antico lago pleistocenico
che ha generato, la più grande torbiera appenni-
nica.
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