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DIRITTO&AMBIENTE
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              IL SEQUESTRO PREVENTIVO DI ANIMALI PER MALTRATTAMENTO

              OPERATO DIRETTAMENTE DAL CORPO FORESTALE DELLO STATO
                                    IN FLAGRANZA DI REATO

                                a cura di Maurizio Santoloci e Valentina Vattani

          L’obiettivo primario del sequestro preventivo in caso di  direttamente la manomissione del bene, l’alterazio-
          maltrattamento di animali è - logicamente - sottrarre  ne o l’uso improprio dello stesso (da parte del
          l’animale medesimo alla disponibilità del soggetto  proprietario e/o di terzi estranei).
          responsabile onde evitare che il reato possa essere  Dunque, va sottolineato che il reato di violazione di
          portato ad ulteriori conseguenze e/o reiterato. Quindi -  sigilli non viene integrato solo con la rottura materiale
          a nostro avviso - è doveroso da parte del personale del  del sigillo materiale, ma anche (in assenza di questo o
          Corpo forestale operante togliere l’animale destinata-  lasciando inalterato questo) con la violazione del divie-
          rio del maltrattamento da ogni diretta o indiretta  to di uso del bene oggetto di sequestro e/o con la
          possibilità di ulteriore azione da parte dell’indagato. In  riattivazione di condotte inibite nel medesimo verbale
          questo senso l’animale va sottoposto a sequestro e  di sequestro.
          “sigillato” per prevenire ogni altra possibile azione ille-  Come esempio manualistico, un animale maltrattato
          cita a suo danno. E - dunque - deve essere portato via  viene sequestrato senza naturalmente apporre su di
          dal personale del Corpo forestale dello Stato.  lui i sigilli di ceralacca; il verbale di sequestro notifica-


          Ma come sigillare un animale vivo mal-
          trattato?
          I sigilli sono un mezzo ideale-formale prima
          ancora che materiale, perché il sequestro si
          perfeziona con la realizzazione del verbale.
          Il soggetto passivo ha cognizione del seque-
          stro a tutti gli effetti con la notifica del
          verbale: l’apposizione materiale dei sigilli in
          senso stretto a tale specifico fine conosciti-
          vo nei suoi confronti è irrilevante (il bene a
          questo punto per il soggetto passivo è pro-
          tetto ed indisponibile e l’uso e/o
          manomissione costituisce reato di violazio-
          ne dei sigilli).
          I sigilli materiali vengono poi apposti come
          ulteriore prassi nei reati “ordinari”:
          1)per rendere visibile il sequestro ai terzi
           estranei ignari del provvedimento (es.
           cartelli e/o strisce bicolori per impedire
           l’accesso ai passanti in un'area di terre-
           no o ai dipendenti in un’azienda
           sequestrata): “La funzione tutelata dalla
           legge a mezzo della apposizione dei
           sigilli non è quella di esplicare il “vincolo
           materiale” sulla cosa, ma quella di mani-
           festare erga omnes la presenza del                                                 © Ufficio Stampa CFS / Settore Audiovisivi
           vincolo giuridico di in disponibilità deri-
           vante dall'intervenuto sequestro” (Cass.
           pen., sez. VI, 5 maggio 1992, n. 531);
          2)ove sorga la necessità per impedire

                                                                         Il Forestale n. 52 - 57
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