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FORESTE / Il taglialegna
I “TRENTIN”
E LA GRAPPA
FATTA IN CASA © Ufficio Stampa CFS / Settore Audiovisivi
Dal Veneto e dal Trentino arrivavano in Piemonte
i taglialegna, un mestiere scomparso di cui ci parla
questa preziosa testimonianza
di Cristiano Brandone
n Langa e in Monferrato, non era difficile I “trentin”, invece, il lavoro lo compivano diret-
incontrare fino agli anni Quaranta del seco- tamente nei boschi oppure nel cortile di casa.
lo scorso, pezzi d’uomini pieni di salute, di Gli arnesi necessari al loro lavoro consistevano
I robusta costituzione fisica, seduti alla guida in una grande intelaiatura in legno e corda,
di carri trainati da muli, con sopra i loro com- grande un metro e mezzo di larghezza per due
plessi equipaggiamenti professionali. Erano metri di lunghezza. In mezzo veniva fissata una
questi i “trentin”. sega molto robusta. Ai due capi del telaio erano
Per il nome non ci sono dubbi: i primi scesi in posti due manici abbastanza larghi per poter
Piemonte provenivano sicuramente dal Trentino essere impugnati con entrambe le mani. I “tren-
e a questi fecero seguito molti Veneti. Per il tin” erano inoltre muniti di asce, accette, graffe
lavoro svolto, invece, ci troviamo di fronte ad e lunghi chiodi e si portavano dietro gomitoli di
uno dei tanti “mestieri ormai scomparsi”. spago ed una certa quantità di polvere colorata,
Oggi, chi ha bisogno di assi, listelli o travi si affi- preferibilmente rossa. Il lavoro si svolgeva con
da direttamente alle segherie o ai falegnami, un rituale ampiamente collaudato: davano di
senza tener conto del legname di proprietà nei mano alle asce per preparare le travi occorrenti
boschi non più conveniente per il tempo impie- alla costruzione di un capace “cavalletto” che
gato a disboscare, caricare e consegnare al serviva da sostegno. I tronchi necessari erano
falegname (dove ancora esiste). cinque e, preparato il tavolo da lavoro, con le
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