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Querce, patria e libertà                  Unità d’Italia, boschi e bilanci
          Il testo che vi abbiamo proposto è un estratto  Nel periodo che va dal 1861 fino alla Prima guer-
          del libro di Hansjörg Küster, “Storia dei boschi”  ra mondiale, il Regno d’Italia fu caratterizzato da
          in cui l’autore, studioso tedesco di ecologia  sensibili ristrettezze economiche, dalla necessità
          botanica, ripercorre l’evoluzione dei boschi nel  di coprire le spese del periodo Risorgimentale ed
          corso del tempo con attenzione particolare alla  al contempo iniziare a costruire l’identità nazio-
          realtà centroeuropea. Incuriosisce tra l’altro il  nale ed il progresso del Paese. In un primo
          concetto di evoluzione di idea nazionale legato  periodo, si assistette all’incameramento di vasti
          agli alberi che viene affrontato nell’opera.   patrimoni, specie ecclesiastici, ed all’utilizzo dei
          Le querce sono state parte dello sviluppo dell’i-  boschi per ottenere la materia prima indispensa-
          dentità tedesca fin dal Settecento. Nel 1767  bile per le necessità militari, lo sviluppo della
          Friedrich Klopstock scrive un poema in cui rac-  rete ferroviaria e delle infrastrutture e per il com-
          conta l’incontro tra un antico poeta mediterraneo,  bustibile. Ciò provocò notevoli esboschi che
          un letterato contemporaneo e un bardo nordico  furono, però, arginati con l’approvazione della
          d’epoca primitiva, cantore della natura e della  prima legge forestale unitaria del 1877 che, sta-
          patria. Da lì nacque un vero e proprio movimen-  bilì degli importanti vincoli sul territorio per
          to di poeti che si riunivano sotto le grandi querce  contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologico.
          nei pressi delle città.                   Per anni, nel pensiero forestale dominante il
          In un altro poema, la quercia viene identificata  bosco è considerato il principale strumento di
          con la patria e sempre Klopstock scrive: “Per i  contrasto alle frane ed agli smottamenti. In que-
          nostri progenitori la quercia era molto più che  gli stessi anni, l’Amministrazione forestale iniziò
          un elemento simbolico, era un albero sacro  un lento processo di acquisizioni di aree bosca-
          nella cui ombra gli dei amavano riposare”.  te, per lo più in zone considerate depresse, che
          L’importanza delle querce continua ad aumenta-  avrebbero poi costituito la prima rete di aree
          re e in Francia, al tempo della rivoluzione del  naturalistiche. All’epoca il motore di molte attivi-
          1789 se ne piantarono numerosi esemplari come  tà era rappresentato dalla convenienza
          simboli di libertà: si dice che nel 1792 ne sareb-  economica e  per tale motivo, molti boschi si
          bero nate ben sessantamila. La “moda” degli  sono salvati perché difficilmente raggiungibili o
          alberi della libertà si estese poi anche in altri  poco remunerativi per le operazioni di esbosco.
          Paesi europei, ma il loro destino, sarebbe stato,  Gli stessi fenomeni di modifica del paesaggio
          peraltro, segnato, alla fine dell’epopea napoleo-  descritti nel libro di Hansjörg Küster si sono veri-
          nica, dal ritorno dei sovrani conservatori, dopo il  ficati anche in Italia: per mano dell’uomo sono
          Congresso di Vienna, che ne decretarono la  stati attivati cantieri di rimboschimento che
          distruzione proprio per sancire  la volontà di can-  hanno, a distanza di anni, reso verdi e stabili
          cellare il passato repubblicano.          numerose aree del Paese dal Nord al Sud. La
          Querce vennero piantate anche in Germania,  Prima guerra mondiale interromperà in parte il
          dove divennero, invece, simboli della rivolta con-  lavoro avviato dall’allora Azienda di Stato per le
          tro la repressione francese, tanto che le foglie di  foreste demaniali, poiché le esigenze belliche
          quercia finirono come decorazione sulle insegne  comportavano l’impiego di ingenti quantitativi di
          militari che creò poi Federico Guglielmo II di  legname. Inoltre, molti boschi furono devastati
          Prussia e da allora la quercia divenne “l’albero  nelle aree del fronte.
          dei tedeschi”. Vennero messe a dimora numero-  Fu un sacrificio pagato dalle risorse naturali che
          se querce, ad esempio per la proclamazione  trova ancora oggi memoria presso Bosco
          dell’impero nel 1871 e poi nel 1913 per comme-  Fontana, vicino Mantova, oggi riserva naturale
          morare le guerre di indipendenza e per i 25 anni  statale gestita dal Corpo forestale dello Stato, che
          di governo dell’imperatore. Si assiste insomma in  fornì tronchi per la costruzione di ponti sul Piave.
          quel periodo ad una significativa opera di imbo-  Una lapide posta all’ingresso della foresta recita:
          schimento sia di querce, per i motivi appena  “Invano alle querce percossero i venti / invano
          ricordati, che di conifere per la nota facilità di  il nemico sul Piave tuonò / fur ponti le querce,
          semina. E in Italia cosa succede?         l’Italia passò”.


          28 - Il Forestale n. 52
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