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JUNIOR




          stava diventanto un incubo. A
          un tratto un uccellino, piccolo
          piccolo, si posò con un frullo
          d’ali proprio di fronte al muso
          del coccodrillo addormentato
          e con una voce squillante e
          argentina come il suono di una
          campanella gli fece:
          “Sveglia, signor coccodrillo
          sono io”
          “ Io chi ?” grugnì terribilmente
          scocciato il coccodrillo apren-
          do l’occhio giallo da rettile.                                                     © F. Petretti
          “come chi...? Io, il piviere”
          “Come osi svegliarmi?” fece il coccodrillo di rimando.
          “Signor coccodrillo” pigolò l’uccellino improvvisamente intimidito e poco a
          poco consapevole della terribile situazione in cui si era cacciato “ io vi  potrei
          essere utile”.
          “E come?” ghignò il coccodrillo e , facendo un passo in avanti, spalancò le fauci.
          Cinquanta denti aguzzi e gialli  scintillarono al sole.
          L’uccellino tremando entrò nella bocca del coccodrillo e con il becco gli pulì i
          denti, uno a  uno, con grande delicatezza e precisione. Da quel giorno i due diven-
          tarono grandi amici e il piviere, che si chiama proprio “guardiano dei
          coccodrilli”, si prende  cura  del suo feroce e grande amico che lo protegge e si
          guarda bene dal fargli del male.



             Il coccodrillo del Nilo


             Anche questa, come molte altre favole, è una storia vera e parla del rapporto
             di simbiosi, cioè di reciproco aiuto, che si stabilisce fra il coccodrillo e  il
             piviere degli Egizi in Africa.
             Esistono in tutto in mondo ben ventitre specie di coccodrilli, alligatori, cai-
             mani e gaviali, ma sicuramente la specie più nota fra tutte è il coccodrillo del
             Nilo (Crocodylus niloticus) che vive nei fiumi, nelle paludi e nei laghi di tutta
             l’Africa  a sud del Sahara.
             Può raggiungere dimensioni imponenti : fino a  sette metri di lunghezza e vari
             quintali di peso ed è un formidabile predatore  di zebre, gnu, bufali e  antilopi
             che attacca avvicinandosi di soppiatto mentre si abbeverano .
             Durante la stagione secca i coccodrilli si rifugiano nelle pozze fangose e
             restano immobili per settimane, senza nutrirsi, in attesa che le piogge torni-
             no a  colmare i laghi e i fiumi.
             La femmina depone le uova all’interno di un cumulo di terra e di foglie sulla
             riva del fiume e sorveglia che nessun predatore si avvicini. Poi, quando le uova
             si schiudono, afferra i piccoli con la bocca e con molta delicatezza li traspor-
             ta nell’acqua dove cresceranno al sicuro nutrendosi nei primi giorni di vita
             con pesci, rane e insetti.


                                                                        Il Forestale n. 47 - 49
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