Page 48 - untitled
P. 48
JUNIOR
DIRETTAMENTE DAL
GRANDE LIBRO DEGLI
ALBERI
…L’ABETE
E visto che siamo in tema Natale, come poteva mancare all’appello
il nostro tanto amato “albero di Natale”? Beh, questo in realtà è il
suo nome d’arte, ma all’anagrafe è registrato come A-B-E-T-E.
Il genere degli abeti è piuttosto numeroso e diffuso e predilige
in particolar modo le posizioni di vertice, vale a dire le monta-
gne, dove appunto questi maestosi alberi crescono e svettano.
La sua indole ambiziosa l’ha portato ad occupare il posto più pre-
stigioso per qualsiasi esponente del mondo vegetale, quello di
albero di Natale.
Bisogna però evitare che gli abeti, trascorse e ormai passate
le feste, finiscano nell’immondizia, non esistono mica alberi
usa e getta!!! Perciò non dimenticatevi di piantarlo, perché
l’albero è come il vino, più si invecchia e più è buono, a patto di
conservarlo bene!
…L’AGRIFOGLIO
Dopo l’abete, l’agrifoglio è la pianta natalizia più celebre, essendosi conquistata,
grazie alle eleganti bacche rosse che mette in mostra proprio in inverno, un posto
di rilievo nelle decorazioni del periodo dell’anno più generoso, otte-
nendo un podio niente male!
Il suo nome, di origine latina, significa… guarda caso “ foglia
appuntita”, caratteristica, questa, di cui possiamo prenderne
atto non appena ci accingiamo a coglierne un ramo, attirati dai
suoi sgargianti colori.
L’agrifoglio, infatti, si difende molto bene e punisce il nostro
audace tentativo, con le foglie dei rami più bassi, guarnite di pun-
genti spine. L’agrifoglio è una delle piante più antiche e ancora
persistenti della Terra: pensate che era già presente 125 milioni di
anni fa quando si divertiva a punzecchiare i giganti animali della preistoria!!!
A proposito di agrifoglio….la leggenda narra di un piccolo orfanello che viveva
insieme ad alcuni pastori quando gli angeli apparvero per annunciare la nascita di
Gesù. Sulla via di Betlemme, il bambino intrecciò una corona di rami di alloro per il
neonato Re. Ma quando la pose danti al buon Gesù, la corona gli sembrò così inde-
gna che il pastorello si vergognò del suo dono e cominciò a piangere disperato.
Allora Gesù toccò la corona e, come per magia le foglie incominciarono a brillare
di un verde intenso e cambiò le salate lacrime del bambino in splendide bacche
rosse.
G. C.
52 - Il Forestale n. 47

