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dere con lo sterminato esercito di gatti domesti-  dello Stato, della Provincia di Forlì-Cesena e del
          ci che popolano l’Italia, stimati in oltre 8,5  Museo di Ecologia di Meldola”.
          milioni di animali. Tra le cose da scoprire, per  Quest’anno nel progetto è confluito anche quel-
          esempio, c’è la consistenza della sua popolazio-  lo condotto dall’Utb di Pratovecchio insieme al
          ne nazionale: ci sono delle stime che parlano di  professor Bernardino Ragni dell’Università di
          600-800 individui, ma vanno prese con molto  Perugia. “Con l’avvio della ricerca nelle riserve
          beneficio del dubbio. Si sa ancora poco sulla  naturali casentinesi, riusciremo a confermare, con
          vitalità della specie, sulle dimensioni dei gruppi  dati inconfutabili, l’avvenuta ricolonizzazione da
          familiari,  sulle loro interazioni e sulla effettiva  parte del gatto selvatico europeo dell’Italia cen-
          situazione genetica. Una buona notizia arriva dal  tro-settentrionale” afferma Alessandro Bottaci,
          parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte  responsabile dell’Utb.
          Falterona e Foresta di Campigna, dove si è sco-  E proprio per approfondire questi temi si è svol-
          perto che l’areale del felino è in espansione.   to a Santa Sofia (Forlì-Cesena) organizzato dal
          I primi avvistamenti della specie sono stati com-  parco nazionale, un convegno di tre giorni, dal
          piuti dai Forestali dell’Utb di Pratovecchio nelle  7 al 9 novembre 2008, su “Biologia e conserva-
          riserve naturali di Camaldoli e Badia Prataglia e  zione dei felidi in Italia”.
          nella riserva naturale integrale di Sasso Fratino.  Quello dell’ibridazione è un problema serio per
          Trappole per gatti                        il futuro del gatto selvatico. “Si tratta della più
                                                    grave minaccia per la conservazione della spe-
          “Abbiamo fotografato per la prima volta,       cie in tutt’Europa”, denuncia Piero
          grazie alle trappole fotografiche, il             Genovesi, ricercatore dell’Infs. “In
          gatto selvatico nella nostra area                    Italia non siamo ancora ai livelli
          protetta, in particolare nel versan-                  dell’Ungheria o di altri paesi
          te romagnolo. Ciò significa che il                     europei, dove un felino selvati-
          suo areale è in crescita verso                          co su due è geneticamente
          nord”, conferma il naturalista                          ibridato dal gatto domestico;
          Nevio Agostini, vice-direttore                          ma ci potremmo avvicinare pre-
          del parco nazionale. “Si sa che il                     sto. dai dati genetici in nostro
          carnivoro è presente in Italia in                     possesso, sarebbe già compro-
          tre aree principali: nelle Alpi orien-               messa la popolazione sarda, la
          tali, in particolar modo nelle zone                sottospecie felis lybica, originaria del
          friulane confinanti con la Slovenia.            gatto selvatico africano. Il problema è
          Nell’Appennino centro meridionale, dalla Tosca-  che questo animale, che ha una bassissima den-
          na centro-meridionale e dalle Marche fino giù in  sità e che solo in particolari condizioni di
          Calabria, e nella Sicilia”. Quando è partita la  integrità naturale del bosco può raggiungere
          ricerca? “Il parco, sulla base di segnalazioni di  valori di 0,3-0,5 individui per chilometro qua-
          presunti gatti selvatici osservati sull’Appennino  drato, si può accoppiare non solo con gatti
          forlivese, nel 2006 ha incaricato l’Infs (Istituto  rinselvatichiti, ma anche con micini domestici,
          nazionale per la fauna selvatica) di avviare un  che hanno l’abitudine di scorrazzare di notte nei
          progetto per accertare la presenza del felino. La  boschi. E il dato delle Foreste Casentinesi, un
          ricerca sul campo è iniziata nel giugno 2007  animale su due è ibrido, lo confermerebbe”.
          quando abbiamo svolto le prime indagini nel  Ma il gatto selvatico è più grosso di un gatto
          versante romagnolo del parco. Oltre alle trappo-  domestico? Risponde il ricercatore :“Non è detto.
          le fotografiche, innescate da fotocellule  Per esempio in Toscana, sulle colline senesi, in
          all’infrarosso, abbiamo rilevato impronte, raccol-  Maremma o sul monte Amiata, abbiamo osser-
          to i peli e gli escrementi per lo studio del Dna  vato individui di 3-4 chili, mentre quelli scozzesi
          dei gatti, collocando delle speciali trappole per il  arrivano a 5-8 chilogrammi. Dipende dalla loro
          pelo dotate di esche olfattive, e recuperato  dieta. Se cacciano prevalentemente conigli,
          anche carcasse di prede abbandonate”. Chi vi ha  come in Scozia, saranno più grossi che se si ali-
          aiutati? “Il progetto è stato avviato con la colla-  mentano esclusivamente di topolini come le
          borazione del personale del Corpo forestale  popolazioni toscane e sarde”.
                                                                         Il Forestale n. 47 - 15
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