Page 19 - Il Forestale n. 38
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La Tenuta Presidenziale di Castelporziano a coltura superfici sempre maggiori ma
rappresenta una realtà ambientale unica e conserveranno altresì vaste aree a bosco
d’inestimabile valore, legata ad una storia destinate alla caccia ed alla produzione
fatta di rispetto e amore per la natura. Dal legnosa, consapevoli delle esigenze che
1997 il Nucleo Presidenziale del Corpo Roma, città in notevole crescita,
forestale dello Stato contribuisce al continuerà ad avere sempre più. Nel 1872
controllo del territorio, all’educazione dopo una parentesi di circa quarant’anni
ambientale e alla gestione della fauna in cui la proprietà viene ceduta alla
selvatica all’interno della Riserva. famiglia dei principi “Grazioli”, custodi
di Alessandro Demichelis attenti in particolare del patrimonio v
edilizio storico-monumentale, v
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uesta storia comincia molto Castelporziano passa nelle mani dello i
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lontano, con gli antichi romani che Stato italiano. In questo modo la Tenuta
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Q occupando la folta ed intricata diventa proprietà pubblica, patrimonio t
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“selva Laurentina” ci hanno lasciato indisponibile dello Stato, destinato a riserva
numerose ed importanti vestigia, quali la di caccia del re, nel più ampio rispetto non a
Via Severiana, l’acquedotto ed i grandi solo della variegata e multiforme
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edifici termali. Successivamente componente floristico-vegetazionale, ma
passando attraverso il Medioevo, che anche di quella altrettanto numerosa e d
vede la supremazia di alcune delle più ricca rappresentata dalla fauna d
importanti basiliche romane, quali Santa selvatica. Oggi Castelporziano, dopo
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Croce, San Paolo, San Saba e l’Ospedale essere passata a far parte dei beni e
di Santo Spirito, si giunge al Rinascimento patrimoniali della dotazione immobiliare
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con l’arrivo e la lunga permanenza fino ai della Presidenza della Repubblica ai l
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primi decenni dell’Ottocento della famiglia sensi della Legge 1077/48, è diventata in
“Del Nero” di Firenze. Questi baroni, da virtù del riconosciuto valore
grandi latifondisti quali erano, metteranno naturalistico-ambientale e dopo aver c
acquisito nell’anno 1986
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l’adiacente Tenuta di Capocotta, o
area naturale protetta a cui viene o
garantita una gestione secondo i
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principi della conservazione ed i r
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criteri previsti dall’attuale normativa
per tutte le altre Riserve Naturali dello p
Stato. I grandi boschi che si
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estendono sul 90% del territorio o
rappresentano, con la loro ricchezza
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in fatto di biodiversità, gli ultimi lembi
della immensa ed ultrasecolare
foresta planiziaria di querce
caducifoglie che un tempo ricopriva
la più ampia estensione della
maremma tosco-laziale, ormai quasi
completamente scomparsa.
All’interno di questi complessi
boscati, di grande rilevanza è
l’esistenza di numerose aree umide
piccole o anche molto piccole,
temporanee e permanenti che
costituiscono nel loro insieme un
elemento di notevole interesse da un
punto di vista biologico. Infatti queste
“piscine naturali” rappresentano non
© Troupe Verde – NPA/CfS fauna selvatica nel corso delle Il Forestale n. 38/2007
solo un importante sostegno alla
stagioni secche, ma ospitano un
elevato numero di organismi ormai
difficilmente reperibili altrove,
offrendo inoltre, ma non in ultimo,
A Castelporziano i Forestali si occupano principalmente di sosta e rifugio per l’avifauna
controllo del territorio, educazione ambientale e gestione della
fauna selvatica. migratoria nelle lunghe
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