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risorse forestali
mente favorevoli, delle caratteri-
stiche genetiche delle piante e di
un’attenta gestione selvicoltura-
le. Alberi che crescono ad alta
quota e che forniscono una parti-
colare scelta di legname ideale per
la costruzione di strumenti musi-
cali a corda. Alberi più che cente-
nari cresciuti ad alte quote che
nelle mani di celebri costruttori di
pianoforti e maestri liutai daran-
no vita a raffinati strumenti musi-
cali.
Al legno di questi alberi e alle
tavole armoniche che ne derivano
si attribuisce la denominazione,
non completamente scientifica, di
legno di risonanza. La ragione
della denominazione risale al par-
ticolare gradimento che da secoli
questo materiale riscuote, da par-
te dei liutai anche molti rinomati,
per la costruzione delle tavole ar-
moniche di violino.
Il legno prodotto nelle foreste
della Val di Fiemme possiede par-
ticolari proprietà “acustiche” che
lo selezionano per costruire stru-
menti musicali, infatti, la struttu-
ra anatomica e le proprietà fisico
meccaniche favoriscono presta-
zioni acustiche ottimali.
Queste qualità fisiche e le tra-
dizionali tecniche di produzione
Giuliano Castigia - Agenzia ECOFOR ruolo delle nostre foreste, esal-
e selezione del legname aggiun-
gono valore e impreziosiscono il
tando l’importanza di un rappor-
to saldo tra uomo, ambiente e fo-
resta.
Faggio (Fagus Sylvatica). FABIOLA DI GIOVANGELO
CHE COS’È IL LEGNO DI RISONANZA
Nella letteratura scientifica internazionale è possibile trovare l’equivalente della nostra denominazione “le-
gno di risonanza” riferito al normale legno di Abete rosso, oppure anche ad altre conifere aventi proprietà para-
gonabili, con caratteristiche anatomiche e morfologiche idonee all’uso nella fabbricazione di tavole armoniche
per strumenti musicali a corda. In Italia, invece, a partire dalla metà del ‘900 si è cominciata ad affermare un’in-
terpretazione più restrittiva dell’espressione “legno di risonanza” indicando con essa quel legno di Abete ros-
so affetto dalla particolare anomalia delle indentature anulari, che notoriamente si riscontra con inconsueta fre-
quenza ed abbondanza su alcuni versanti della Foresta di Paneveggio. La denominazione “legno di risonan-
za” viene spesso associata ad una particolare anomalia del tessuto legnoso di abete rosso. Si tratta di particolari
introflessioni della superficie corticale del fusto che, una volta comparse, si ripetono anche nei successivi anel-
li annuali, così da formare delle vere e proprie sequenze radiali chiaramente visibili in sezione trasversale.
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