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Il Corpo Forestale dello Stato per una moderna polizia giudiziaria ambientale
interpretativa e consentendo pertanto possibilità di azione sia alla P.G.
che alla magistratura.
È importante seguire i passi più noti e rilevanti della giurisprudenza
anche da parte della polizia giudiziaria perché possono trarsi da queste
letture spunti e mezzi utilissimi sia a livello procedurale che di applica-
zione di norme nella loro sostanza. Si pensi, ad esempio, a tutta la com-
plessa problematica sui prelievi il caso di inquinamento laddove il testo
originario della legge è stato completamente stravolto da anni di inno-
vazioni giurisprudenziali ignorando le quali sarebbe impossibile esegui-
re un prelievo valido ai fini processuali; ed ancora al grave ed assoluta-
mente diffuso reato di danneggiamento di acque pubbliche – base per
tutti i grandi processi in materia di inquinamento – che non esiste nella
legge specifica ma è “virtuale” e creato da una ventennale giurispruden-
za sistematica della Cassazione ed è dunque diritto vivente. In azienda,
le deleghe interne per traslazione della responsabilità anche penale non
sono previste dalle leggi ambientali ma dalle sentenze di legittimità sto-
riche che delineando perfino i parametri esatti della nota di delega; igno-
rare questi principi significa rendere invalido tutto il complesso lavoro
di indagine per errata individuazione del responsabile a livello formale.
Infatti non tenere presente nell’immediatezza già del primo momento
dell’accertamento di tali principi (che, si sottolinea, non sono contenuti
nella legge di settore…), significa rischiare una inesatta individuazione
iniziale del soggetto presunto responsabile aziendale (titolare? delegato?
gestore?) e così attivare il sistema di notifiche e garanzie difensive in
modo errato, con inevitabile effetto domino su tutti gli altri atti succes-
sivi fino spesso al dibattimento ove la difesa – giustamente – opporrà
una delega richiamandosi alla giurisprudenza ed il giudice – logicamen-
te – dovrà applicare tali principi consolidati. L’accertamento sarà di fatto
azzerato, si dovrà riattivare tutto dall’inizio, con le comprensibili diffi-
coltà del caso e la prescrizione che incombe. In ogni caso le leggi
ambientali vanno lette ed applicate rispetto ai principi generali dell’ordi-
namento, tra i quali in primo luogo la responsabilità soggettiva per dolo
o colpa. E questo anche per gli illeciti base di abbandono di rifiuti… .3
Armonizzare le regole della legge ambientale con gli aspetti sogget- oI-n
tivi di dolo o colpa richiede spesso un esame della giurisprudenza di n
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