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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano


            te andrà dosato caso per caso a seconda delle situazioni reali e degli
            obiettivi prefissati. Anche la frequenza dei tagli intercalari non può
            essere aprioristicamente fissata, si ritiene che un periodo variabile da 5
            a 15 anni sia corretto prescriverlo fin da ora.
               In alcune particolari situazioni di elevata densità, come quella
            riscontrata in località “Lido Quarantotto-San Basilio”, tale valore va
            ulteriormente ridotto, ma in questo caso si parlerà per ogni intervento
            di leggerissimo prelievo. D’altronde una drastica ed intensa apertura
            delle chiome favorirebbe altri fenomeni negativi sia sulla struttura del
            bosco che sullo sviluppo della rinnovazione spontanea.
               È interessante notare come due elementi essenziali della macchia
            mediterranea, l’Alaterno e la Fillirea, risultano abbondantemente rap-
            presentati nella loc. “Metaponto”, dove il clima, secondo De Martonne,
            è di tipo “semiarido”, e ostentano a diffondersi nelle altre località del
            litorale materano dove il clima è stato ritenuto del tipo “subumido”.
               In ogni caso, dagli elementi già raccolti, si può affermare che il rim-
            boschimento in esame si avvia ad assumere la fisionomia dell’alleanza
            Oleo-Ceratonion molto simile alle limitrofe pinete joniche del Tarantino
            e probabilmente all’associazione Pistacio-Pinetum halepensis De Marco et
            al. (1984). Nel corso della ricerca non sono state mai trovate piante di
            Leccio (Quercus ilex L.); è, quindi, da escludere, che qui possa esistere
            l’alleanza Quercion ilicis che invece, certamente, riscontriamo nella parte
            più interna della provincia di Matera (a “San Biagio” in agro di
            Montescaglioso e alla “Rabatana” in agro di Tursi) dove il Pino
            d’Aleppo forma fitocenosi di origine naturale.
               La ricerca, di particolare interesse botanico-forestale, non ha la pre-
            tesa di aver chiarito i numerosi interrogativi che il fenomeno della dif-
            fusione spontanea della vegetazione pone, essa dà, semplicemente,
            dopo averne quantificato la dimensione, alcuni lumi sulla correlazione
            con la presenza del rimboschimento e fornisce indicazioni di massima
            sugli orientamenti da intraprendere per assicurare l’evoluzione del
            fenomeno.
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            Si ringraziano per la collaborazione il Vice Sovrintendente Sante Lucarella e l’Assistente
            Giovanni Maggio.                                                             n
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