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Primo studio sulla diffusione spontanea della vegetazione nelle pinete dell’arco jonico-materano


               provvigione legnosa dello strato arboreo e l’indice di diffusione della
               rinnovazione spontanea sottostante.
                  L’area saggiata, essendo di rilevante estensione, è caratterizzata da
               elementi strutturali e stazionali abbastanza diversi fra loro.
                  È intuibile pensare che la diffusione spontanea della rinnovazione,
               essendo legata a variabili di diversa specie, è un fenomeno complesso
               e di difficile interpretazione, non facilmente inquadrabile in schemi di
               tipo matematici. Esso, però, è certamente influenzato da:
               - densità della copertura arborea e quindi dalla provvigione legnosa,
                  da cui dipende il grado di luminosità, la temperatura, il vento e la
                  umidità dell’area e del suolo;
               - composizione della copertura arborea (conifere o latifoglie);
               - natura del terreno;
               - età degli alberi;
               - lettiera, con particolare riferimento al tipo ed allo spessore;
               - presenza o meno nella zona di piante portaseme;
               - tipo di clima;
               - interventi selvicolturali.
                  In ogni caso, al di là delle possibili dipendenze dalle suddette varia-
               bili, la ricerca ha messo, comunque, in evidenza il fatto che nei rimbo-
               schimenti di conifere in ambiente mediterraneo, dopo un certo perio-
               do dall’impianto, si avvia un processo di naturalizzazione che si concre-
               tizza con la diffusione spontanea di specie autoctone.
                  Nella pineta di “Metaponto”, dove il fenomeno è più marcato, ricor-
               diamo il caso del transetto n. 16 con “Indice di diffusione” pari a 156,
               numero di piantine per ettaro di 27.250 e con l’individuazione di ben
               sette specie differenti; il caso del trasnetto n. 15 con I.d. pari a 66, nume-
               ro di piantine per ettaro di 14.860 e con l’individuazione di cinque spe-
               cie e, infine, il caso del transetto n. 14 con I.d. pari a 47, numero di pian-
               tine per ettaro di 19.100 e con l’individuazione di cinque specie.
                  Abbiamo già detto che, nel nostro caso, esaminati i dati nella loro
               globalità non traspare una relazione diretta tra l’entità della provvigio-
               ne legnosa e l’indice di diffusione a causa della diversità stazionale in
          A
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               cui versano i siti saggiati. Se, invece, esaminiamo piccoli gruppi di aree
               di saggio vicine fra loro e quindi a caratteristiche stazionali omogenee,
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