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Evoluzione e rivoluzione del concetto di sviluppo rurale


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               potenziare al massimo la politica di sviluppo rurale . L’insosteni-
               bilità dei costi relati all’esercizio diffuso dei finanziamenti diretti e
               l’avvento contestuale di congiunture socio-economiche sfavorevo-
               li segnano la proliferazione di misure strategiche rivolte alla incen-
               tivazione di progetti e programmi territoriali in grado di attivare
               percorsi di sviluppo alternativi ed economicamente vantaggiosi.
               La competitività viene assicurata a livello comunitario calando
               in campo una serie di strumenti (volontari e/o obbligatori) fun-
               zionali a preferenziare l’immissione in mercato di determinate
               produzioni agroalimentari. Il binomio qualità-tipicità illumina la
               regolamentazione europea in ordine alla richiesta dei riconosci-
               menti DOP e IGP, per l’attestazione di specificità e la produzio-
               ne biologica. Rilevante è anche l azione svolta dalla certificazio-
               ne volontaria di prodotto e/o di processo (ISO 9000, ISO 14000,
               EMAS, ECOLABEL, SA8000, etc...).
               Il dumping sociale che generalmente affligge le aree rurali potrà
               essere saldato positivamente (nel medio-lungo periodo) dall’accele-
               razione economica promossa dalla competitività (in questa direzio-
               ne anche le risultanze del Consiglio europeo straordinario di Lisbo-
               na 2000). Del resto, il richiamato principio della competitività rura-
               le si trova ad essere sostanziato, in sede internazionale, dagli argo-
               menti del paradigma dello sviluppo e della crescita sostenibile.
               Condividendo l’assunto secondo il quale alle generazioni future va
               assicurato l’uso delle risorse planetarie, la strategia di sviluppo
               rurale attuale reifica quanto postulato dalla sig.ra ministro Brund-
               tland nel report Our common future (1987), ovviando al rischio che
               l’assunzione rimanga una mera dichiarazione di intenti.
               Sostenibilità e sviluppo sono categorie ermeneutiche che vanno
               permeate di contenuti operativi.


               E allora, quale strategia di sviluppo sostenibile per le aree rurali?

               Uno sviluppo prima di tutto territoriale nella sua stretta accezio-
               ne localistica. Il PSR (piano di sviluppo rurale) è lo strumento di
               programmazione territoriale che recepisce gli obiettivi strategici
               comunitari e nazionali. Il parternariato è la chiave processuale
               che sovrintende alla governance da attuare localmente.

               2 Per ulteriori approfondimenti si rimanda all indirizzo http://europa.eu/pol/agr/index_it.htm.

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