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LA POLIZIA DI STABILITÀ (STABILITY POLICING)

ed equipaggiamento, in grado di garantire un rapido schieramento, anche in
ambienti destabilizzati, e di agire con modalità peculiari che furono definite,
per distinguerle dalle polizie a statuto civile, di polizia “robusta”. Nacque così
la risposta istituzionale al cosiddetto “security gap”, che solo successivamente
verrà formalizzata anche nei famosi rapporti “Brahimi” (2000) e “Ramos -
Horta” (2015), redatti dalle Nazioni Unite ed incentrato sullo stato delle capa-
cità onusiane nella gestione delle operazioni di pace.

      Le MSU diventarono ben presto il polo di attrazione delle omologhe forze
di Polizia a status militare e Gendarmerie di diversi Paesi tra cui la Romania, la
Slovenia, l’Olanda, gli Stati Uniti e l’Argentina, e costituì l’esempio per le Polizie
a statuto militare europee di Francia, Spagna e Portogallo.

      La Multinational Specialized Unit impiegava al meglio le poliedriche compe-
tenze dei Carabinieri, traendo beneficio dalle expertise dell’organizzazione terri-
toriale, mobile e speciale dell’Arma, riproponendo il proprio modello con quel-
la sinergia da sempre evidenziata nel territorio nazionale.

      L’Unità dimostrò da subito la sua efficacia, affiancando ai compiti di pat-
tugliamento areale e ordine pubblico, le capacità di svolgimento di operazioni
ad alto rischio, esploranti, investigative e di intelligence criminale nonché nel set-
tore dell’addestramento e mentoring delle polizie locali.

      Nel tempo, la formula MSU dimostrò tutta la sua flessibilità ed efficacia
anche nel teatro iracheno, allorquando ai compiti esecutivi/di sostituzione della
polizia locale vennero affiancate anche funzioni di mentoring e training in favore
delle stesse Polizie federali e locali irachene.

      Ciò avvenne in linea con l’evoluzione delle modalità di condotta delle atti-
vità delle Coalizioni, che riservarono sempre più spazio a concetti quali il
Security Sector Reform e il Capacity/Institution Building, nel convincimento che il rag-
giungimento degli obiettivi strategici di stabilizzazione delle aree di crisi non
potesse prescindere da processi di sviluppo, di lungo termine, delle capacità
locali e da disegni operativi sempre più attenti alle dinamiche politiche, sociali e
istituzionali dei Paesi di intervento.

      Le tipicità dell’Arma, capace di associare alle capacità di polizia quelle di
rafforzamento, con un particolare orientamento verso l’addestramento e la con-
sulenza, sono state negli ultimi anni coronate dal ruolo di guida che l’Istituzione

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