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CarabInIerI realI e Stampa lIbera. Il CorrIere d’InformazIone nel 1945
6. Il caso del colonnello Mosca (e il capitano Perrone)
Capitolo a parte, che fa da contraltare al quadro generale di riassestamento
dell’Arma all’interno della nuova italia democratica, nella cornice di una tradizione
di servizio al paese, immaginata e proposta dalla stampa come ininterrotta ed incor-
rotta anche durante la procella della repubblica Sociale, è la vicenda del colonnello
Amedeo mosca, poi generale della Guardia nazionale repubblicana, che ricordia-
mo aveva ex lege assorbito i carabinieri che avevano ritenuto, per i più svariati moti-
vi, di rimanere al loro posto quando la repubblica Sociale venne costituita.
la vicenda del generale mosca, specie se messa a confronto con quella, per
alcuni tratti simile, del succitato capitano perrone, è una cartina di tornasole dello
spirito del momento più che un episodio di storia dell’Arma, ed entrambe defini-
scono, secondo l’opinione di chi scrive, il peso della componente specifica e perso-
nale nella definizione di una storia generale. ragionando supra sulla copertura delle
commemorazioni della fondazione dell’Arma da parte di via Solferino, avevamo
trovato l’allora colonnello mosca che teneva nel 1943 un discorso apologetico del
fascismo. lo ritroveremo mesi dopo, diventato generale della Gnr, presenziare in
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almeno due occasioni alla consegna di labari della milizia al sacrario della Gnr .
terminata la guerra sarà presente sulle pagine del quotidiano quando sarà
messo sotto processo per la sua condotta durante la rSi. le accuse che gli vennero
mosse in Corte d’Assise ad ottobre saranno quelle di essere passato nella Gnr, di
aver accettato la promozione a generale (cosa che rimarrà controversa anche dopo
il termine della procedura giudiziaria che il mosca avrebbe comunque voluto veder
celebrare dalla giustizia militare, come provano successivi documenti interni
dell’Arma), ma soprattutto il non aver mosso un dito per salvare dalla deportazione
dei carabinieri che pure avevano ritenuto di non sottrarsi al servire nella Gnr .
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Alla prima accusa il mosca ribatteva di aver accettato l’incorporazione nella
Gnr per mantenere l’ordine pubblico e che della deportazione in Germania dei
suoi commilitoni nulla era stato nella sua conoscenza. Al colonnello/generale furo-
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no comminati quindici anni di carcere e venne poi tradotto a Gaeta. Un colpo
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di scena attendeva però il mosca in quanto nel del 1946 la Cassazione, come pron-
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tamente riporterà il Corriere, annullerà senza rinvio .
30 Sette labari della milizia deposti nel Sacrario della G.n.r., in Corriere della Sera, 23 febbraio 1944,
p. 2; altri sette labari nel Sacrario della G.n.r., in Corriere della Sera, 20 maggio 1944, p.2.
31 Il generale mosca alla Corte d’assise, in Corriere d’Informazione, 2 ottobre 1945, prima edizione, p. 2.
32 Il generale mosca condannato a 15 anni di reclusione, in Corriere d’Informazione, 6 ottobre 1945,
prima edizione, p. 2.
33 da San Vittore a Gaeta, in Corriere d’Informazione, 12-13 dicembre 1945, terza edizione, p. 2.
34 Il generale mosca assolto dalla Cassazione, in Corriere d’Informazione, 30 aprile 1946, prima edizione, p. 2.
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