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ne come quella degli archivi dell’OVRA, la polizia segreta fascista, che per oltre un
decennio monitorò con estrema attenzione l’attività del tortonese.
L’opera consta di una introduzione seguita da sette capitoli che coprono tutto
il periodo che è intercorso dall’arruolamento nelle file dell’Arma del giovane carabi-
niere sino agli ultimi anni della sua vita. Come già accennato il capitolo sulla sua par-
tecipazione all’impresa fiumana è quello maggiormente corposo (102 pagine, ovvero
quasi un terzo del volume), difatti, fu l’avvicinamento a D’Annunzio ed alla causa
fiumana che formò e caratterizzò il pensiero del giovane che, al comando dello
SPAD VII, era divenuto un asso dell’aviazione italiana nonché ufficiale (per com-
mutazione della Medaglia d’Oro ricevuta in occasione di un feroce combattimento
aereo nel 1918). Aderendo alla causa fiumana Cabruna dovette inoltre dare le dimis-
sioni dall’Arma dei Carabinieri, nella quale sarà riammesso, dopo numerosissime
richieste e solo per un brevissimo tempo, nel 1923, grazie all’interessamento prima
di balbo (che successivamente fu oggetto di asprissime e reiterate critiche da parte di
Cabruna) e dello stesso Mussolini, prima di transitare nella neocostituita aeronauti-
ca. Per tutto il decennio il tortonese ebbe inoltre un legame molto stretto con
D’Annunzio il quale se ne servì più volte per i suoi scopi specialmente per consegna-
re lettere o accompagnare ospiti. Il personaggio che emerge da questa biografia è
quello di un uomo con un carattere molto complesso e caratterizzato da una man-
canza di umiltà e da un’analisi politica e sociale molto limitata.
Di particolare rilevanza è il capitolo V in cui viene descritto un avvicinamento
di Cabruna alla Russia comunista a seguito di un viaggio da lui svolto nel 1935, da
cui tornò convinto che quel sistema fosse realizzabile anche in Italia e che fosse por-
tatore di felicità e benessere, elemento che, unito al suo più volte dichiarato antifa-
scismo, lo rese ancor maggiormente attenzionato dall’OVRA. Lo stesso capitolo
prosegue poi andando ad indagare sull’effettivo ruolo da lui svolto durante la resi-
stenza nella città di Roma, sebbene taluni lo abbiano indicato come partigiano
rimangono molti contrasti su quella che fu la sua reale attività e partecipazione alla
Resistenza. Di assoluta certezza è invece l’avvicinamento del militare al PCI alla fine
della guerra che lo candidò alle elezioni amministrative del 1946.
La figura di Cabruna risulta dunque molto complessa; egli seguì principalmen-
te le sue idee più che una chiara ideologia, al contempo dimostrò grande rettitudine
scegliendo di non arricchirsi mai nonostante si sia più volte trovato a ricoprire
importanti cariche da cui avrebbe facilmente potuto ottenere un tornaconto perso-
nale. A prescindere dal giudizio morale di ognuno, il tortonese rimane un protago-
nista della storia del nostro Paese e per questo il lavoro svolto dal Generale Capone
rappresenta un riuscito tentativo di promuovere la storia del militare e dell’uomo. La
possibilità di far maggior luce su questa figura troppo spesso confinata alla sua atti-
vità di pilota ci offre maggiore consapevolezza del periodo storico di cui ha fatto
parte e ci fornisce, oggi, importanti chiavi di lettura della nostra storia.
Sottotenente
Andrea Quaranta
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