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LibRi
Roberto De Vita
La prova digitale nel processo penale
De Vita Roberto editore, 2025, pp. 409, euro 29,95
La prova digitale nel processo penale dell’avvocato
Roberto De Vita rappresenta un contributo significati-
vo per comprendere l’impatto delle innovazioni tecno-
logiche sull’amministrazione della giustizia penale.
La questione della digital evidence (prova digitale)
è trattata in maniera articolata, dalla fase di acquisizione
e conservazione dei dati alla valutazione della loro inte-
grità, sollevando interrogativi cruciali riguardo la prote-
zione dei diritti della difesa e la necessità di garantire un
giusto processo. L’autore non si limita a un’analisi teori-
ca del concetto di digital evidence, ma ripercorre con grande precisione le comples-
sità pratiche che ne derivano. L’opera si distingue per la sua capacità di unire la rifles-
sione giuridica con un’analisi tecnica dei mezzi di ricerca della prova digitale.
Un aspetto molto rilevante è la discussione sulla data literacy, un tema che
spesso viene trascurato nel dibattito giuridico ma che rappresenta una chiave di volta
per l’utilizzo corretto e legittimo dei dati digitali nel processo penale. De Vita pone
l’accento sul fatto che i giuristi devono acquisire competenze specifiche per com-
prendere e gestire la prova digitale, al fine di evitare che la tecnologia diventi un osta-
colo per l’equità processuale.
Un altro punto di forza è la riflessione sul ruolo crescente dell’intelligenza
Artificiale nel diritto, un tema sempre più discusso ma qui trattato con un approccio
equilibrato, evitando sensazionalismi e ponendo l’accento sulla necessità di mante-
nere la centralità del “giudice umano” e del processo decisionale giuridico. in questo
senso, il libro offre anche un utile avvertimento contro la «robotizzazione» del dirit-
to, esortando a non ridurre la giustizia a un semplice calcolo di dati.
L’attenzione di De Vita si rivolge alla dimensione operativa della digital foren-
sics, in particolare alla ripetibilità degli accertamenti tecnici, spesso considerata un
vantaggio della tecnologia digitale, ma che presenta insidie di ordine pratico e giuri-
dico.
Un altro tema centrale è l’uso dei captatori informatici, strumenti di intercet-
tazione che, se non correttamente gestiti, pongono enormi rischi per il rispetto dei
diritti fondamentali e dei principi del giusto processo. La delicatezza e la pericolosità
di tali tecniche sono messe in evidenza con un focus su quelle che De Vita definisce
le “insidie irrisolte” legate al loro utilizzo. Questo mette in discussione la capacità del
processo penale di garantire un giusto equilibrio tra la necessità di raccogliere prove
e il rischio di ledere la privacy e altre libertà fondamentali.
il libro affronta anche le problematiche derivanti dall’uso della crittografia e
della intelligenza Artificiale nel contesto delle indagini e della prevenzione della cri-
minalità. Esplora come la crescente adozione di tecniche criptate da parte degli indi-
vidui e l’uso di algoritmi avanzati da parte delle autorità giudiziarie pongano sfide
delicate sul complessivo formante giuridico.
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