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Libri


                                                          Sandro Menichelli

                                                    Roma e la terribile estate del ‘43
                                          Perugia, Morlacchi editore, 2023, 512 pp., euro 25,00

                                              Una terribile estate a Roma, nel 1943. Una storia
                                         accurata e documentata sugli eventi più drammatici che
                                         hanno coinvolto la città di Roma nella Seconda guerra
                                         mondiale.  Un  resoconto  lucido  e  disincantato  delle
                                         tumultuose  vicende  di  quei  mesi,  dai  bombardamenti
                                         della  città,  al  collasso  del  regime  fascista,  culminato
                                         nell’arresto di Mussolini, ai convulsi esiti politico-milita-
                                         ri  che  portarono  alla  firma  dell’armistizio,  sino  alle
                                         cruente  giornate  che  videro  una  disperata  difesa  di
                                         Roma e una lotta incessante contro l’invasore tedesco e
               la sua spietata repressione.
                    Un’opera che appassiona come un romanzo e suscita una ridda di emozioni,
               perché coglie nel profondo gli stati d’animo dei protagonisti di quei giorni, dalla
               popolazione civile costretta a vivere di stenti in una costante precarietà esistenziale,
               ai militari abbandonati a sé stessi e trattati come preda bellica dagli ex alleati germa-
               nici.
                    L’Autore descrive con acuto spirito critico le vicende storiche, attingendo a
               piene mani dai documenti della divisione polizia politica del Ministero dell’interno,
               custoditi nell’Archivio centrale dello Stato. Sandro Menichelli riesce a fondere la
               prospettiva oggettiva dello storico con l’ethos dell’uomo delle istituzioni, romano di
               nascita e profondamente italiano. Riesce anche a conciliare in qualche modo l’indi-
               gnazione nei confronti di chi aveva la responsabilità politica e militare, dimostrando-
               si irresponsabile e inadeguato, e l’ammirazione nei confronti di chi, senza alcun tito-
               lo particolare, non aveva perso la dignità di persona e di cittadino e si era assunto
               responsabilità ben superiori alle sue possibilità.
                    Un re, un capo del governo e i vertici militari in fuga e tanti cittadini comuni
               che affiancano i reparti militari che coraggiosamente si scontrano con i tedeschi e
               continueranno in ogni modo una lotta impari.

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