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CONVEGNI
Nel corso degli interventi introduttivi, il Colonnello Giuseppe De Magistris,
Direttore del NATO SP CoE, alla luce degli elementi emersi nel rapporto,
ha proposto una riflessione su ciò che la NATO potrebbe prendere in conside-
razione, ovvero valutare la creazione di:
una specifica capacità di Polizia di Stabilità che possa essere rapidamente
schierata nei teatri operativi per riempire sin da subito il vuoto capacitivo di
sicurezza che influenza negativamente l’avvio delle operazioni militari;
un dominio di Policing, in aggiunta ai cinque esistenti (terra, aria, mare,
spazio e cyber) da porre in posizione trasversale per sostenere ciascuno di essi;
una rete strutturata di esperti di Stability Policing in tutta l’Alleanza, com-
posta dalle forze di gendarmeria dei Paesi membri della NATO.
A seguire, l’Ambasciatore Stefano Pontecorvo ha testimoniato la sua espe-
rienza in Afghanistan, in qualità di NATO Senior Civilian Representative, affer-
mando che, tra i fattori che hanno provocato la caduta del governo afghano, vi
è anche il sottostimato ruolo che la Polizia di Stabilità della NATO avrebbe
potuto svolgere nel Paese degli aquiloni per contribuire alla legittimazione delle
istituzioni locali. Una forte componente di Polizia di Stabilità - che non può che
essere forte, ha sottolineato - avrebbe difatti potuto mantenere il controllo del
territorio, specialmente nelle aree tribali lontane dall’autorità di Kabul. A questo
si è aggiunta la crisi del prestigio delle forze di polizia in Afghanistan, a torto
considerate un semplice supporto alla Forze Armate.
Irene Fellín ha invece sottolineato come le forze NATO, durante la loro
presenza in Afghanistan, abbiamo contribuito al supporto della popolazione
civile, per la salvaguardia della sicurezza pubblica. In qualità di Rappresentante
del Segretario della NATO per Women, peace and security la Fellìn ha inoltre con-
fermato il proprio pieno impegno verso l’Afghanistan per i diritti delle donne,
la libertà d’istruzione, la protezione dei diritti umani e la protezione dei cittadini,
nonché ribadito la necessità di creare una “dimensione di Polizia di Stabilità” a
tutela della popolazione, anche nell’ottica per cui l’approccio a 360 gradi della
NATO deve essere caratterizzato dal bilanciamento di strumenti prettamente
militari affiancati da un ampio spettro di altre capacità focalizzate sul sostegno
alla comunità civile. La Polizia di Stabilità, ha affermato in conclusione, è cru-
ciale nell’approccio e nella gestione delle crisi presenti e future, con una parti-
colare menzione relativa all’attuale situazione ucraina.
Il Ministro Plenipotenziario Luca Cattaneo, dopo aver enfatizzato gli sforzi
profusi dalle organizzazioni internazionali durante l’evacuazione delle forze della
NATO dall’Afghanistan, ha posto in risalto anche le attività che la NATO stessa
ha intrapreso nell’analizzare le lezioni apprese, dopo il ritiro del contingente dal
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