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CONVEGNO DI STUDI STORICI




                    In particolare, il generale Di Martino individua in tre pensatori militari
               coloro che cambiarono la vision strategica per le operazioni di quegli anni: John
               Boyd, autore di Destruction and Creation del 1976 e di Patterns of conflict del 1980;
               John Warden che ha pubblicato The Air Campaign. Planning for Combat nel 1988
               e Enemy as a System del 1995 e, Robert Pape autore di Bombing to Win: Air Power
               and Coercion in War, l’anno successivo.
                    John Boyd immaginava che sopravvive chi è in grado di resistere mag-
               giormente al cambiamento; l’obiettivo è far collassare il nemico; sulla scia di
               questo si basa la teoria di John Warden con la quale fu pianificata la prima
               guerra del Golfo, cioè adottando la cosiddetta teoria dei cinque cerchi, cinque
               obiettivi che possono essere battuti in sequenza o in parallelo. Al centro c’è la
               leadership, poi seguono nel secondo cerchio le infrastrutture vitali del Paese,
               quindi le infrastrutture generali; penultimo anello la popolazione e, infine, le
               Forze Armate. Infine, a proposito del volume di Robert Pape, Di Martino sot-
               tolinea la coercion.
                    In altri termini e guardando alla visione d’insieme degli interventi militari
               di quegli anni, per avere soluzioni a basso costo da parte del potere politico, si
               limita il numero delle perdite attraverso il ruolo del potere aereo, non dell’aero-
               nautica  militare.  Queste  considerazioni  rilanciarono  il  pensiero  di  Giulio
               Douhet e, in particolare, Di Martino cita un suo passaggio: “la guerra aerea
               consiste e si esaurisce nella conquista del dominio dell’aria; conquistato il domi-
               nio dell’aria, le forze aeree devono prefiggersi l’esecuzione di offese contro la
               superficie  intese  a  spezzare  la  resistenza  morale  e  materiale  dell’avversario”,
               come fu realizzato effettivamente nella guerra del Golfo e nei Balcani in quegli
               anni.
                    Tutto  ciò  portò  anche  alla  trasformazione  dello  strumento  militare  in
               generale e, in particolare, si arrivò a ridisegnare l’esercizio del Potere Aereo sulla
               base  dell’esperienza  della  guerra  del  Golfo.  Cambiò  anche  la  modalità  di
               “Guerra Elettronica”.
                    In Italia, inoltre, si accelerò il passaggio alle Forze Armate di professioni-
               sti, riuscendo a rivedere gli ordinamenti per garantire una impostazione più fun-
               zionale; infine, tutta l’organizzazione del Ministero della Difesa è sottoposta a
               una riorganizzazione individuando un vertice unico con legge 25/1997 e iden-
               tificando in modo certo la catena di comando in caso di necessità.
                    Il Generale Di Martino ha quindi concluso l’intervento ricordando sia i
               caduti della cosiddetta “battaglia del Pastificio” a Mogadiscio del 2 luglio 1993,
                                                     a
               sia i caduti del G-222 Lyra 34, della 46  Aerobrigata abbattuti da due SA7 spal-
               leggiabili.

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