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GLI INSEGNAMENTI DI MIO PADRE




                    Oppure quando ti torna alla mente quella frase che gli sentisti dire da
               tenente colonnello in promozione, candidato a un comando di Legione dopo
               avere guidato il Gruppo unificato di Milano. Non chiese, in un colloquio, né la
               Roma da tanti ambita come luogo del potere né un comando tranquillo e pre-
               stigioso. Mise in alternativa, e lo sentii personalmente, la Legione di Bolzano e
               la Legione di Palermo. Non perché gli piacessero le zone di confine. Ma perché
               una Legione era allora l’avanguardia della lotta al terrorismo altoatesino, l’altra
               della lotta contro l’aggressione mafiosa. Due comandi di prima linea, insomma.
               I più pesanti e rischiosi. Ecco, ripensando a quell’alternativa ho maturato negli
               anni successivi l’idea che ci doveva essere tra lui e lo Stato un rapporto di iden-
               tificazione  piena.  Che  doveva  portare  davvero  dentro  di  sé  lo  spirito  della
               Costituzione un uomo che si rendesse disponibile per quel tipo di incarichi;
               anzi, che li scegliesse spontaneamente tra i molti possibili.








































                 1967/1968 la foto ritrae il colonnello dalla Chiesa, in compagnia della moglie Nora e dei figli
                                             Nando, Rita e Simona
                           (Fonte: Archivio privato Generale Michele Di Martino, Palermo. Raccolta fotografica)


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