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LE INTERCETTAZIONI “TRA PRESENTI” MEDIANTE CAPTATORE INFORMATICO
Le conversazioni telefoniche tradizionali (sia da rete fissa sia mobile)
necessitano per il loro funzionamento di infrastrutture dedicate che sono nella
disponibilità dei gestori di telefonia : ciò determina la possibilità che tali comu-
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nicazioni siano tecnicamente intercettabili mediante la collaborazione del pro-
vider delle telecomunicazioni (gestore) che assicura il servizio di connettività
all’indagato .
(18)
I nuovi applicativi che consentono l’interazione digitale tra gli utenti, inve-
ce, non sono vincolati ad alcuna infrastruttura in quanto sfruttano direttamente
la rete internet e i relativi protocolli di comunicazione che non sono nella sfera
di controllo del provider.
In questo caso le intercettazioni tradizionali permetterebbero solo di
accertare se i dispositivi in uso all’indagato siano effettivamente utilizzati ,
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senza però fornire altre informazioni di interesse.
È dunque necessario passare alle cosiddette intercettazioni attive, non più
riconducibili ad un mero ascolto passivo del segnale, bensì legate ad una vera
attività di cattura dell’informazione, posta in essere spostando l’attenzione dal
canale di comunicazione (su cui diventa impossibile rendere intellegibile il flus-
so dati in transito) al dispositivo stesso, sul quale si procede all’individuazione
dei dati presenti che siano di interesse investigativo.
Del resto, anche laddove il contributo dei gestori mantenga un contribu-
to tecnologicamente rilevante (per esempio con la linea ADSL domestica),
non si deve sottovalutare la possibilità da parte degli utenti di accedere gior-
nalmente a internet attraverso una molteplicità di providers disponibili , di
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cui risulterebbe estremamente difficile ricostruire con esattezza la sequenza
cronologica ed associare, a ciascuno, i flussi dati originati e/o ricevuti dal-
l’utente.
Il captatore, essendo stabilmente in esecuzione sul target, rende una volta
di più l’attività di intercettazione indipendente dal provider in uso.
(17) Lo stesso avviene per le intercettazioni di conversazioni tra presenti, sia che avvengano con
microspie funzionanti su rete radiomobile GSM/UMTS (come fossero dei normali telefoni
cellulari), sia che vengano captate con microspie digitali in radiofrequenza, il cui segnale
venga poi instradato su rete telefonica.
(18) L’operatore di telefonia, su richiesta dell’A.G., “duplica” la conversazione tra due utenti
deviandola in parallelo al sistema di intercettazione installato presso la Procura: siamo nello
schema classico delle cosiddette intercettazioni passive.
(19) I cosiddetti “dati esterni”, una sorta di tabulato molto parziale in cui è registrato il traffico
verso un determinato sito senza alcun riferimento ai contenuti dell’esplorazione.
(20) Si pensi al wi-fi domestico o in ufficio, proseguendo poi con le connessioni presenti
all’interno di locali commerciali o in aree aperte al pubblico (aeroporti, sale concerto
ecc.).
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