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LIBRI
Gianluca Fulvetti
Paolo Pezzino
Zone di guerra, geografie di sangue. L’Atlante delle
stragi naziste e fasciste in Italia (1943-1945)
Recensione a cura del Il Mulino editore, guerra e, in particolare, a
2016,pagg. 613 una risposta militare ad
Prof. Mariano Gabriele euro 36,00 attacchi di carattere milita-
(Presidente Onorario della re subiti da formazioni par-
Società Italiana di Storia tigiani o durante operazioni tigiane, ha mostrato ben
Militare, già Docente di Storia di sfollamento della popo- presto la corda sia perché le
e Politica Navale e Direttore lazione, soprattutto nel uccisioni, anche quando
Generale presso il Ministero del corso delle ritirate che hanno coinvolto numerose
Bilancio e della Programmazione caratterizzarono la campa- vittime, riguardarono
gna d’Italia della Wermacht. soprattutto poveri contadi-
Economica) Si trattò di una “spirale di ni disarmati, sia perché
violenze… costituito da sono state perpetrate quasi
Il terzo capitolo del stragi, uccisioni indiscrimi- sempre dagli stessi reparti
nate di popolazione civile”, di SS o da altri della
Rapporto della che vennero genericamente Wermacht che avevano con-
definite “rappresaglie” per dotto operazioni di stermi-
Commissione storica italo- qualche azione partigiana nio nelle zone di occupa-
sul territorio, anche se zione retrostanti il fronte
tedesca verte sulle espe- spesso tale definizione orientale.
risultava del tutto infonda- Ritenendo che la cono-
rienze della popolazione ta. Il tentativo di giustifica- scenza di questo genere di
re in qualche modo dette violenze rivestisse partico-
civile italiana con le forze azioni disonorevoli come lare importanza, la
una necessità connessa alla Commissione ha deciso di
di occupazione tedesche, e raccogliere in una banca
dati le denunce presentate
senza dubbio le più negati- subito dopo la fine della
guerra: come prima fonte
ve furono quelle che videro sono stati considerati gli
specchi riepilogativi delle
civili italiani vittime di vio- denunce di violenze nazifa-
lenze, da furti e rapine a
omicidi e a vere e proprie
stragi. Questi episodi si
svolsero per lo più dietro la
linea del fronte, dove i ger-
manici, a ragione o a torto,
temevano l’ostilità dei par-
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