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CARABINIERI DA RICORDARE
La Corte d’Appello
di Roma rubricava
diversi capi La Corte d’Appello di Roma, dopo ulteriori indagini
svolte nelle settimane seguenti al fatto, rubricava di-
d’imputazione che versi capi d’imputazione che andavano dal tentato
omicidio del Visconti all’omicidio dell’Appuntato Ca-
valieri, dalle minacce alle lesioni personali fino all’ol-
andavano dal tentato traggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.
In udienza, però, poiché l’impianto accusatorio fon-
omicidio all’omicidio, dato esclusivamente sulle dichiarazioni rese dai soli
compartecipanti alla rissa - ed è plausibile come tutti
abbiano potuto rendere dichiarazioni più o meno di-
dalle minacce alle verse dal vero per mitigare o ricusare la propria respon-
sabilità - non si riusciva a chiarire la posizione del
lesioni personali fino Pilorci in relazione alla sua presunta responsabilità
dell’omicidio del Cavalieri.
Questa è la ricostruzione giudiziaria: una comitiva di
all’oltraggio, violenza operai nel rientrare in paese, “cantando «Bandiera Rossa»
e gridando «Morte ai fascisti!»”, all’incrocio della via
e resistenza a Rocca Priora incontrava dapprima il diciassettenne
Giovanni Selli contro il quale un operaio si scagliava
per percuoterlo e per levargli il distintivo fascista. L’in-
pubblico ufficiale tervento di alcuni passanti liberava il ragazzo dalla vio-
lenza dell’operaio. Una volta in paese, nei pressi dello
scalo ferroviario, un operaio del gruppo, non potuto
identificare, notando Emilio Visconti e Armando
[sparati] sia dai fascisti che dagli operai […]” questi ul- Lommeri con i distintivi fascisti all’occhiello della
timi raggruppati nei pressi dell’osteria di Bice Ricci. giacca dopo aver usato parole oltraggiose gli si sca-
Gli esiti delle indagini maturate sulla base delle di- gliava contro per levargli i simboli di appartenenza po-
chiarazioni rese dai compartecipanti alla rissa porta- litica. I due fascisti nonostante avessero indietreggiato,
vano all’individuazione di Achille Pilorci, un vignarolo verso l’osteria di Agostino Cadoni, venivano inseguiti
ventunenne di Montecompatri, quale responsabile di dagli operai minacciosi e violenti. Il Visconti, eviden-
aver sparato il proiettile che aveva ferito l’Appuntato temente per difesa, estraendo la propria pistola esplo-
Cavalieri. L’attività d’indagine, laboriosa e minuziosa, deva dei colpi, imitato subito dal Lommeri, poiché
svolta dalla polizia giudiziaria ancora fino al giorno anche alcuni operai, non identificati, avevano dato
dopo consentiva di arrestare ben diciotto persone re- mano alle rivoltelle di cui erano armati esplodendo an-
sponsabili purtroppo non più soltanto del ferimento del ch’essi dei colpi. Un proiettile, indirizzato presumibil-
Cavalieri, ma della morte di questi, spirato per compli- mente al Visconti, colpiva e feriva l’Appuntato
cazioni determinate dalla peritonite settica; il proiettile, Cavalieri che si accasciava a terra. Nel frattempo la
come si rileva dal documento matricolare, gli aveva tra- zuffa continuava con il Visconti che rimaneva colpito
passato l’addome “con foro d’ingresso alla regione epiga- da una sedia scagliatagli contro dall’operaio Virgilio
strica e foro d’uscita alla regione lombare”. Cera, il quale non perdeva occasione pure per minac-
72 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO VI

