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A PROPOSITO DI...
“Il successo dell’Arma
era nella sua quadro in Gran Bretagna vi era tutto l’interesse a so-
stenere un alleato che – proteso verso la soluzione di
capacità di problemi interni quali le opere pubbliche, le bonifiche,
la soluzione di crisi sociali e la riconquista della Libia –
non aveva ancora iniziato a sollevare rivendicazioni.
mantenere Mussolini non lamentava ancora la tesi della “vittoria
mutilata”, la necessità del “posto al sole”, la Tunisia fran-
immutato l’agire cese come “pistola puntata contro la Sicilia”.
Tiberinus concludeva, acutamente, osservando che il
successo dell’Arma era nella sua capacità di mantenere
e la compostezza, immutato l’agire e la compostezza, e tratteggiava l’or-
ganizzazione territoriale, senza tralasciare i reparti a
e tratteggiava cavallo, compreso il più celebre, che definiva “Corazzieri
Reali”. Approfondendo l’argomento del personale, ri-
cordava che allora un terzo degli ufficiali proveniva
l’organizzazione dai sottufficiali, che venivano ammessi al Collegio –
oggi Accademia – Militare di Modena, mentre gli altri
territoriale, senza venivano scelti nel Regio Esercito.
Al di là dei contenuti, altamente istituzionali, dell’ar-
tralasciare i ticolo, ci piace sottolineare un ulteriore aspetto. Quando
la 2a Guerra Mondiale registrò uno dei suoi momenti
più dolorosi, con l’Italia devastata e divisa fra Alleati e
reparti a cavallo” Tedeschi, al nord i Carabinieri Reali, ritenuti poco af-
fidabili dalle autorità di Salò, finirono per essere fusi
nella Guardia Nazionale Repubblicana, con Camicie
Nere e Polizia dell’Africa Italiana, dalla quale diserta-
rono in gran numero, sostenendo sovente le formazioni
partigiane attraverso attività clandestine e pagando so-
emanato le vergognose leggi razziali. Per il cittadino vente con arresti e deportazioni. Nel Regno del Sud, al
britannico quel regime, nel 1928, aveva ristabilito l’or- contrario, essi continuarono ad esercitare la funzione
dine in un paese ove il pericolo comunista aveva rag- di tutori dell’ordine e della sicurezza pubblica. Quando
giunto livelli preoccupanti mettendo a rischio i criteri qualche parlamentare britannico presentò formali in-
del liberismo economico, assolutamente imprescindibili terrogazioni, perplesso del fatto che l’attività di polizia
per la concezione del mondo del Regno Unito. nell’Italia occupata venisse ancora affidata a quella che
Nel 1927 Mussolini, nel celebre “Discorso dell’Annun- era stata la forza di polizia più importante del ventennio
ziata”, aveva anche trattato l’argomento del contrasto fascista, Winston Churchill, Primo Ministro, si affrettò
alla criminalità organizzata in Sicilia e nel casertano, a spiegare come l’Arma fosse assolutamente affidabile,
dichiarando che col Prefetto Mori e “un Maggiore del- intimamente legata all’Italia e nulla avesse a che fare
l’Arma” la situazione si stesse normalizzando grazie ad col passato regime.
un’azione repressiva d’intensità senza precedenti. In tale Carmelo Burgio
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO VI 51

