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A PROPOSITO DI...
Esercito e che occupasse “una posizione di superiorità
nell’organizzazione di polizia dell’Italia, dove il sistema
adottato è composto da tre forze separate ma strettamente
coordinate, vale a dire i Carabinieri Reali, la polizia re-
golare (generalmente nota come Guardie di Pubblica Si-
curezza) e le Guardie municipali i cui servizi vengono
gradualmente sostituiti dalla Milizia Nazionale (Milizia
Volontaria per la Sicurezza Nazionale, le Camicie Nere),
una forza militare volontaria proveniente dal partito fa-
scista, la cui importanza come organizzazione ausiliaria
di polizia è notevolmente aumentata di recente.”
Nel prosieguo si affrettava a chiarire che questa mol-
teplicità di forze non arrecava nocumento alla condu-
zione delle indagini, e che di massima l’Arma avesse
l’esclusiva nel controllo delle aree rurali, proprio sfrut-
tando la capillarità della maglia costituita dalle proprie
stazioni, comandate da esperti sottufficiali. Tuttavia
non mancava di evidenziare come i Carabinieri Reali,
nelle città, fossero impegnati nella tutela di tutti gli
obbiettivi d’interesse, ivi compresi i Palazzi di Giusti-
zia, assolvendo al delicatissimo compito della gestione
dei detenuti. Certamente i più anziani dell’Arma ri-
cordano l’impegno delle traduzioni dalle carceri alle
aule di giustizia e dall’uno all’altro luogo di detenzione,
assai oneroso e protrattosi fino quasi alla fine degli
anni ’90 del secolo scorso. Molti rammentano ancora
le cabine apposite dei traghetti, le speciali carrozze
ferroviarie, i furgoni cellulari, per non parlare dei ser- UNA DELLE IMMAGINI A CORREDO DELL’ARTICOLO
vizi svolti fino agli anni ’70, con auto a noleggio.
Il buon Tiberinus si preoccupava di spiegare che “I
carabinieri sono famosi per il loro addestramento perfetto
e la loro assoluta affidabilità. Queste due qualità, il cui attinenti infermità, onestà, condotta di vita e moralità
alto standard è stato conservato con cura per oltre un se- dell’interessato e dei congiunti. Anche in questo caso
colo, sono universalmente riconosciute in Italia e sono i più anziani appartenenti all’Arma ricordano quando,
diventate proverbiali, e il termine “carabiniere” è usato fino agli inizi degli anni ’90 del secolo scorso, il co-
come positivo indicatore per disciplina e rispetto delle mandante intermedio dovesse attestare l’idoneità a
gerarchie.” prestare servizio nell’Arma degli aspiranti, procedendo
Motivava tale pregio con la cura che l’Arma poneva ad una personale intervista e valutando mille aspetti,
nella selezione del personale, agli accertamenti svolti non escludendo cultura, educazione, condivisione di
non solo sull’efficienza fisica, ma anche sugli aspetti valori da parte dell’aspirante.
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO VI 49

