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ALMANACCO
riferire solo di quanto avevano visto direttamente Il Capitano Pièche
con i loro occhi: le linee austriache avevano smesso
di combattere mentre le truppe italiane erano ancora
nel pieno dell’azione. Di fatto l’Impero austro-ungarico fece nascondere
non esisteva più.
La riunione decisiva tra le due Commissioni del 3 dei microfoni
novembre non fu priva di colpi di scena. L’atteggia-
mento ostruzionistico del Capitano di Corvetta au- all’interno delle
striaco Zwierkowski, che tentò sino all’ultimo di
opporsi alle clausole armistiziali che avrebbero an-
nientato la Marina Imperiale, fecero irritare il Generale stanze destinate
Badoglio che ordinò perentoriamente di far sospendere
l’ordine che alle ore 16.00 avrebbe dovuto, dalla ad ospitare i
stazione radio di Padova, sancire il “cessate il fuoco”.
Fu affidato al Capitano Pièche il compito di avvisare
tempestivamente la stazione radio del contrordine. plenipotenziari
Questi, non ricevendo risposta ai numerosi tentativi
di contatto telefonico con quella postazione radio, austro-ungarici e
considerato il pochissimo tempo a disposizione,
incaricò il Tenente dei Carabinieri Reali Mario Tigri
di precipitarsi a Padova per eseguire l’ordine di sostituì il personale
Badoglio. Il tenente riuscì a raggiungere la stazione
radio alle ore 16.05, appena in tempo per bloccare la addetto ai servizi
messa in onda del messaggio. E intanto la guerra
La pace sarebbe stata sancita solo due ore dopo interni con persone
continuava.
quando il Generale Badoglio accettò le scuse della
Commissione austro-ungarica. Alle 18.00 il protocollo di sua fiducia che
fu sottoscritto e alle 18.40 la stazione radio di Padova
poté finalmente diffondere l’ordine di “cessate il conoscevano bene
fuoco”. In pochi minuti la notizia si diffuse su tutto il
fronte. La guerra era finita. Nelle stesse ore in cui a
Villa Giusti si stavano perfezionando gli accordi per il tedesco e, che
l’armistizio e alla stazione radio di Padova si atten-
devano disposizioni per annunciare la fine delle per l’occasione,
ostilità, le truppe militari italiane giungevano a Trento
e a Trieste.
Il contingente militare partito da Venezia la mattina si finsero camerieri
del 3 novembre 1918 e incaricato dell’occupazione
della città di Trieste e che ne prese formalmente pos- e maggiordomi
sesso al comando del Tenente Generale Petitti di
96 NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III

