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ALMANACCO
Una Compagnia immediatamente ad effettuare pattuglioni di perlu-
strazione nei principali rioni della città riuscendo, in
Carabinieri breve tempo, a ristabilire l’ordine.
Quasi in contemporanea alla liberazione della città
di Trieste le avanguardie della 1ª Armata del Regio
di formazione Esercito entravano a Trento. I primi Carabinieri
giunti a Trento furono proprio quelli appartenenti
di duecento alle Sezioni e ai Plotoni mobilitati della 1ª Armata. I
reparti dell’Arma con l’ausilio di un battaglione d’as-
elementi fu la prima salto, provvidero all’iniziale rastrellamento, alla disciplina
ed al concentramento di tantissimi prigionieri. All’arrivo
dei militari italiani infatti molti austro-tedeschi, un-
compagine militare gheresi e slavi tentarono di fuggire ma molti altri, te-
mendo più la fame che la prigionia, si fermarono vo-
a sbarcare alle ore lontariamente per essere fatti prigionieri. Importante
fu anche l’attività di recupero e custodia dei materiali
bellici e del bottino di guerra abbandonato dalle
16 del 3 novembre truppe nemiche in fuga.
Due plotoni di Carabinieri distaccati della 3ª Com-
sul Molo San Carlo pagnia del Battaglione addetto al Comando Supremo,
entrati a Trento sotto il comando del Capitano Mon-
tuori, costituirono da subito il Nucleo di formazione
di Trieste per il Comando Carabinieri Reali della Piazza di
Trento, comando che venne assunto dal Tenente Co-
lonnello Gino Poggesi e che provvide alla riorganiz-
navale, costituita in particolare da naviglio mercantile, zazione di tutti i servizi, in particolar modo di quelli
giunta nel porto di Trieste circa due ore più tardi. Ad di polizia militare, polizia giudiziaria e di pubblica
attendere lo sbarco dei Carabinieri e del Generale sicurezza, nonché al ripristino dei servizi civili più
Petitti di Roreto al molo San Carlo era schierata una importanti che, per effetto della confusa ritirata del-
rappresentanza della Guardia Nazionale, le autorità l’esercito austriaco e per l’avanzata irruenta delle
cittadine e una folla enorme e festante. Stessa acco- truppe italiane, erano rimasti del tutto paralizzati.
glienza fu riservata dalla folla verso le ore 18 allo Il Comando CC.RR. della Piazza di Trento funzionò
sbarco dei bersaglieri che subito percorsero di corsa per vari mesi e costituì l’organismo di base e di de-
le strade della città illuminate a festa, preceduti dalla centramento per l’impianto dei nuovi comandi terri-
fanfara. I Carabinieri, alle dipendenze del Comandante toriali dell’Arma nella Venezia Tridentina, trasformando
del corpo di spedizione come polizia militare, si oc- i reparti mobilitati in comandi territoriali ed avviando
cuparono in effetti di ripristinare da subito in città i in quella regione l’Arma verso la sua funzione d’istituto
primi servizi di vigilanza e di polizia anche in favore vera e propria, compito che verrà più tardi portato a
della popolazione civile, per sopperire ad una situazione termine con l’impianto della Legione provvisoria au-
della sicurezza pubblica apparsa subito molto critica. tonoma di Trento.
Insediatisi presso la “Caserma Grande” iniziarono Raffaele Gesmundo
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III 99

