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ALMANACCO
La delegazione
austriaca
fu affidata
ai Carabinieri
del Capitano Pièche,
addetti al Comando
Supremo,
alloggiati
a Villa Giusti
L’ARRIVO DEI PLENIPOTENZIARI AUSTRIACI A VILLA GIUSTI
che sapevano parlare bene il tedesco e che per l’occa- anche di compromettere il buon esito delle contrat-
sione si finsero camerieri e maggiordomi. Gli ordini tazioni. Il 2 novembre giunse da Parigi un corriere
di Piéche erano chiari: gli “ospiti” non potevano avere con il testo definitivo da sottoporre ai vinti. Entro 36
alcun contatto con l’esterno di Villa Giusti senza la ore le 19 clausole da cui era composto, otto riferite
sua autorizzazione o quella del Comando Supremo. alle forze terrestri e 11 a quelle navali, dovevano
Trascorsero le ore e i giorni a Villa Giusti con il sus- essere accettate. La rassegnazione ad accettare inte-
seguirsi di riunioni tra le due parti intente a trovare gralmente quelle clausole divenne definitiva con il
un accordo. L’iniziale pretesa della Commissione au- ritorno a Villa Giusti dei plenipotenziari che il
stro-ungarica di spuntare condizioni per la pace a Generale von Weber aveva mandato, scortati dal Ca-
loro più favorevoli, giustificabile dal fatto che all’inizio pitano dei Carabinieri Reali Vittorio Montuoro, al
dei lavori la situazione non era ancora precipitata e suo Comando Supremo per riferire le condizioni di
che dunque mancasse loro la cognizione che la armistizio imposte dagli Italiani e ricevere eventuali
sconfitta militare era ormai irrimediabile, rischiò indicazioni in merito. Questi, al loro rientro, poterono
NOTIZIARIO STORICO DELL’ARMA DEI CARABINIERI - N. 6 ANNO III 95

