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attività, operatori turistici, Enti territoriali, pubblici inadempienti, spesso per mancanza di
intere aree montane del paese che poggiano la risorse ma anche di adeguata sensibilità.
propria economia proprio intorno al turismo Ma ci sono anche zone d’ombra, non coperte
invernale. La verità come sempre è nel mezzo, dalle attività di protezione civile limitate per
e quello che spesso manca è un approccio competenza e definizione ad aree antropizzate
equilibrato e globale al problema, come dico dove sussistono strutture ed infrastrutture
spesso da buon Forestale un approccio “ecosi- civili ed abitative. Le vette innevate sono fuori,
stemico”, che tenga conto delle responsabilità per intenderci.
e dei ruoli di tutte le componenti coinvolte ed
interessate. A partire dall’utente della monta- Le regole
gna per arrivare al soggetto pubblico che Il settore neve e valanghe, sia per le aree antro-
consente la libera circolazione dei cittadini in pizzate che per quelle che non lo sono,
sicurezza, attraverso il fornitore privato o pub- effettivamente risente di lacune legislative ma
blico che sia dei servizi a supporto del qualcosa di nuovo c’è all’orizzonte. Un gruppo
godimento della fruizione in questione. di lavoro formato da esperti nell’ambito del
Nell’affrontare il problema non bisogna essere Dipartimento di Protezione Civile sta finalmen-
troppo garantisti nei confronti dell’utente, che te scrivendo le direttive per la gestione nazionale,
viene spesso trattato come vittima della mon- regionale, comunale del rischio valanghe, la
tagna o di chi deve provvedere affinché gli prima del genere in un paese moderno ed evo-
incidenti non accadano, cercando esclusiva- luto il cui territorio per il 45 per cento è
mente responsabilità altrui, del gestore del montano, e vive di turismo anche invernale e le
comune o peggio ancora dei soccorsi giunti in strutture operative statali e regionali competenti
ritardo. Esiste sempre anche una responsabilità in materia stanno lavorando insieme per pro-
individuale ben precisa nello svolgere pratiche muovere azioni che diano risposte in tal senso.
sportivo- ricreative in alta quota, specie al di
fuori delle piste battute e dei comprensori scii-
stici. Ma non dobbiamo neanche essere
eccessivamente fatalisti, pensando che la mon-
tagna richieda un prezzo alto per chi la
frequenta e l’affronto di un rischio elevato e
l’incidente ci sta ed è normale che accada,
sostenendo l’idea che non è colpa di nessuno se
non dell’interessato che si è ficcato in un bel
guaio. Esistono, per esempio, precise responsa-
bilità per i gestori dei comprensori, anche se
solo all’interno delle aree sciabili gestite e con-
trollate, per garantire la sicurezza per chi scia
sulle piste. Al di fuori, nelle aree non controlla-
te, sono gli Enti locali che devono provvedere
a fare qualcosa, per esempio far conoscere
quali sono i pericoli e i rischi naturali presenti
nel proprio territorio (vulnerabilità territoriale),
prevedendo adeguati piani territoriali, piani di
emergenza, attività di monitoraggio, segnala-
zione, previsione, allertamento ai fini di
protezione civile, a favore dell incolumità pub-
blica, provvedendo a mettere in atto tutto
quanto sia necessario per minimizzare i relativi
effetti e per informare i cittadini. La normati-
va esiste ma ancora diversi sono i soggetti
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