Page 55 - Forestale N. 64 settembre - ottobre 2011
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LETTERE




          Dopo i rituali provvedimenti amministrativi  Questo periodo fu tale che ancora mezzo
          della presa in consegna, affinché potesse  secolo dopo i protagonisti di allora hanno
          decentemente svolgersi il prossimo primo  conservato un rapporto di vera, calorosa
          corso si rendeva urgente restaurare, ripri-  amicizia. Alcuni purtroppo non ci sono più:
          stinare quel complesso che per anni  -  in  nemmeno Padula, scomparso lo scorso mese di
          attesa di un qualunque nuovo impiego  -  era  giugno, che questo cinquantennale sognava
          sopravvissuto quasi abbandonato, senza i  di poter festeggiare con gli antichi colla-
          normali interventi di manutenzione e si pre-  boratori, tuttora in vita.
          sentava in uno stato di pieno degrado.    A fine inverno il lavoro era concluso: così
          Perciò la direzione generale trasferì a   il 1 maggio 1962 anche nella Scuola di
          Sabaudia un piccolo nucleo di giovani guar-  Sabaudia poté prendere il via il XXV Corso
          die, di varia provenienza ma tutte        “Alpi”: i 600 allievi iniziali erano inqua-
          particolarmente esperte e volenterose che,  drati in due battaglioni: il “Monte Bianco”
          con la collaborazione di alcuni operai del  comandato da Giuseppe Monaco, a Cittaducale,
          luogo, avrebbero dovuto restituire a novel-  e il “Marmolada” agli ordini di Davide
          la vita tutta la struttura. (Si ricordano  Dalsasso (più anziano di Padula per età e
          alcuni  nomi:   Bernabei,  Bogo,  Boni,   servizio), sul litorale pontino. Direttore
          Rizzonelli, un po’ più tardi Ceccarelli…).  di tutti i Corsi era ancora, dopo moltissi-
          A coordinare e dirigere l’operosa brigata fu  mi anni, Salvatore Muzzi; comandante della
          designato un giovane ispettore, Michele   Scuola Luciano Berti.
          Padula, che fino ad allora era stato in ser-  Il  XXV “Alpi” è stato forse il più lungo
          vizio in sedi dell’Italia meridionale.    fra i Corsi della Forestale. Terminò infat-
          Giovane lui, ma anche gli altri: molti non  ti solo nella primavera del 1963. Ad esso
          ancora trentenni ma pieni di entusiasmo per  hanno fatto seguito numerosi altri, non solo
          l’impegnativo compito che stavano affron-  di allievi guardie e allievi sottufficiali,
          tando e che si tradusse da subito nello   ma anche corsi, brevi o lunghi, di forma-
          svolgimento delle mansioni più disparate:  zione o informazione o aggiornamento.
          muratori, imbianchini, elettricisti, idrau-  Infine è proprio di poco tempo fa la solen-
          lici…e quant’altro necessario per rendere  ne cerimonia del giuramento, svoltasi nella
          agibili camerate, bagni, infermeria, cucina  piazza principale della città, delle nuove
          con relativo refettorio, fureria e natural-  leve del  LVIII Corso allievi agenti, deno-
          mente  -  prima ante omnia  -  l’aula     minato “Monte Circeo”.
          didattica. Fu riordinata anche la sala che
          i nostalgici veterani del posto continuava-
          no a chiamare la stanza del Duce.
          All’esterno fu riordinato il piazzale per
          l’adunata (con la regolamentare asta per
          l’alzabandiera), mentre una vasta superficie
          incolta, ora arata, livellata a mano, semi-
          nata e regolarmente rasata, fu trasformata
          in campo sportivo, così come furono riatta-
          ti i campi di pallavolo e pallacanestro.
          Quanto sopra condotto “in economia”, nel
          senso più popolare del termine, perché i
          mezzi a disposizione non largheggiarono mai.
          Comunque tutto in un clima da un lato di
          rigorosa efficienza e puntuale rispetto
          della disciplina, ma anche di vivace e
          gioioso cameratismo, dato soprattutto il
          timbro di realizzatore e il carattere esu-
          berante del capitano, il fiorentino Padula.


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