Page 53 - Forestale N. 63 luglio - agosto 2011
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JUNIOR
MITE E TITE
La stalagmite (Mite) è una formazione calcarea di tipo colonnare che risale dal
pavimento di una grotta soggetta a fenomeni di carsismo, prodotta dal goccio-
lamento di acqua che deposita strati successivi di minerali. Il nome deriva dalla
parola greca Stalagma, che vuol dire “goccia”.
A cosa assomiglia? A una densissima colata di cera o di sabbia bagnata.
Lo stesso vale per la formazione della stalattite (Tite), anzi spesso avviene che
la stalagmite sorge proprio sotto ad una stalattite; se le due arrivano a con-
giungersi si forma una vera e propria colonna. La forma della stalagmite
dipende anche dall’altezza dalla quale cadono le gocce; se questa è notevole, le
gocce al momento dell’impatto si disperdono su ampie superfici dando luogo
alla caratteristica forma a “pila di piatti”.
GLI ANIMALI IN GROTTA
Per sopravvivere in grotta gli animali si sono dovuti adattare e specializzare.
L’esplorazione di un ambiente buio ha richiesto un maggiore sviluppo del senso
del tatto attraverso l’allungamento degli arti e delle antenne; mentre ha porta-
to ad una graduale riduzione della vista fino ad arrivare alla completa cecità e
alla perdita dei pigmenti.
La vita in grotta ha portato anche delle modifiche fisiologiche a causa della
scarsità di cibo: il metabolismo degli animali è rallentato e vengono deposte
poche uova ricche di risorse nutritive.
Nelle grotte vivono principalmente tre tipi di animali:
1. TROGLOSSENI: animali che normalmente vivono all’esterno e che entrano in
grotta accidentalmente. Non si riproducono e non riescono a procurarsi il
cibo.
2. TROGLOFILI (amici delle grotte): sono organismi che vivono costantemente
nelle grotte per un periodo di tempo, per svernare, per riprodursi e per
difendersi dalle intemperie.
3. TROGLOBI: sono organismi che riescono a vivere solo all’interno delle grotte.
PIPISTRELLI E BAT-CAVERNE
Ad oggi nel mondo si conoscono circa 1.000 specie di pipistrelli (chirotteri), con
diverse “abitudini” alimentari: alcuni si cibano di frutti, altri di piccoli vertebrati
e solo 3 specie sono i cosiddetti “vampiri”che si trovano in Sud America e che si
nutrono leccando gocce di sangue dopo aver inciso la pelli di grossi animali.
Da sottolineare che i nostri pipistrelli europei sono tutti insettivori.
IL PIPISTRELLO: UN ANIMALETTO DA SALVARE E PROTEGGERE
L’uso scorretto ed esagerato di pesticidi e l’alterazione dei loro habitat ha cau-
sato una drastica perdita di pipistrelli.
Molte specie infatti sono nella Lista Rossa della Convenzione di Washington
degli animali a rischio di estinzione.
Assurde superstizioni popolari, sono state causa di persecuzioni contro questi
innocui animaletti.
Diciamo a gran voce che i pipistrelli non si attaccano ai capelli, non sono né cie-
chi né aggressivi e, soprattutto, non succhiano il nostro sangue.
I pipistrelli hanno disperatamente bisogno di amici….anche di te!
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