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e prime testimonianze della presenza del
              cavallo di razza maremmana risalgono alla
              civiltà etrusca, quando veniva allevato allo
          L stato semibrado lungo il litorale tirrenico,
          nella Maremma tosco-laziale. In questi luoghi
          trovava un naturale sostentamento nella varie-
          gata vegetazione maremmana costituita dalla
          flora palustre e dalle tipiche essenze della mac-
          chia mediterranea.
          Sono diverse, tuttavia, le ipotesi avanzate riguar-
          do la sua provenienza. Secondo alcuni sarebbe
          di origine germanica come farebbe presupporre
          il profilo montonino, secondo altri deriverebbe
          dalle zone asiatiche e sarebbe arrivato sino a noi
          con le invasioni barbariche.
          Altri ancora lo assimilano al  cavallo tolfetano,
          con il quale avrebbe in comune molte caratteri-
          stiche tra le quali l’altezza al garrese bassa, gli
          arti robusti, il mantello nero maltino, baio, rara-
          mente sauro e, come già detto, il profilo.
          I Romani ne apprezzarono ed esaltarono le
          caratteristiche con l’utilizzo in campo militare. A
          questo scopo furono tentati i primi migliora-
          menti genetici attraverso l’incrocio con altri
          esemplari provenienti dalle terre conquistate
          della Gallia e della Germania.
          Le numerose invasioni che interessarono il
          nostro territorio, nei secoli successivi, da parte
          di popolazioni e genti di diversa provenienza e
          cultura, fecero il resto. Favorirono l’ingresso di
                                                     © Ufficio Stampa CFS / Settore Audiovisivi
          razze equine provenienti da altri paesi, contri-
          buendo in tal modo ad aumentare gli influssi
          genetici che hanno portato alla selezione di un  Cavallo del Papa e del Granduca
          cavallo robusto e adatto a molteplici impieghi.  Ma facciamo un passo indietro. Già nel 1500, sia
          Fino a tutto il Settecento ha mantenuto le forme  lo Stato Pontificio che il Granducato di Toscana,
          originarie: tozzo, forte, ombroso.        avevano manifestato il loro interesse per questo
          Poi, essendosi rivelato, per le sue caratteristiche  cavallo. Il primo preferiva esemplari dal mantel-
          morfologiche, poco adatto ai lavori pesanti,  lo scuro, di grande mole e robustezza, adatti
          scarsamente veloce e anche poco aggraziato, a  anche al tiro delle carrozze, mentre i secondi
          partire dalla seconda metà dell’Ottocento, con  erano attratti da cavalli bai e più leggeri, con
          l’unità d’Italia, per le mutate esigenze d’utilizzo  caratteristiche più orientali e andaluse.
          dettate da ragioni soprattutto di ordine politico  Come tutte le razze equine, anche il maremma-
          e militare, la razza maremmana venne sottopo-  no ha poi subito numerose trasformazioni,
          sta a nuovi incroci con esemplari di corredo  assecondando principalmente esigenze lavorati-
          cromosomico diverso.                      ve, belliche e alimentari dell’uomo e rischiando,
          In questo modo acquistò caratteristiche geneti-  negli anni successivi alla seconda guerra mon-
          che tipiche di altre specie, come gli arabi.  Via  diale, persino l’estinzione, sia per la cessata
          via, effettuando incroci con cavalli dall'aspetto  richiesta in ambito militare che per la meccaniz-
          più gentile e slanciato come i purosangue ingle-  zazione dell’agricoltura e dei trasporti. Una razza
          si, giunse a quella che viene definita “la nuova  che era riuscita a resistere in quel luogo malsano
          generazione”.                             e paludoso, qual è stato la Maremma fino alla
                                                                         Il Forestale n. 52 - 37
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