Page 48 - Forestale N. 49 marzo - aprile 2009
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JUNIOR




          Segni e segnali
          La segnalazione dei sentieri, anche se
          sembra un gioco da ragazzi, prevede
          delle regole ben precise da rispetta-
          re, come ad esempio le forme da
          utilizzare, i colori, le vernici da usare,
          le distanze minime e massime tra un
          segnale e l’altro, l’altezza da terra
          (perché anche in caso di neve deve
          essere visibile), ma queste sono solo
          le fondamentali.
          1-2-3 Aaavanti Maaarch!!!!
          La nostra escursione entra nel vivo
          dell’impresa; ed ecco, proprio davanti
          a noi, la prima tabella segnavia.




                                                                                             © C. Flore


          Quel numerino nero a tre cifre che
          vedete in coda significa che stiamo percorrendo, innanzitutto un sentiero censito
          dal CAI (Club Alpino Italiano) perché rosso-bianco-rosso sono i colori della la sua
          “bandiera”, in cui la prima cifra indica la zona interessata e le altre due permetto-
          no di registrare fino a 99 sentieri per zona. Sulla tabella troviamo indicata la
          direzione della località dove vogliamo arrivare e il tempo di percorrenza indicativo
          per un medio camminatore. Questi segnali vengono apposti sempre all’inizio di un
          sentiero e in prossimità degli incroci più importanti, quelli che in qualche modo
          possono mettere a repentaglio la nostra meta e il nostro orientamento!


          Tronco o pietra purché non si arretra
          La cosa simpatica di queste indicazioni è che le possiamo trovare e scovare quasi
          ovunque: dipinti su un tronco, o su una grossa pietra, ma anche su un muro di un rifu-
          gio o su una staccionata. Certo è  che non sempre queste “bandiere” sono di facile
          avvistamento, perché col tempo e con le condizioni atmosferiche si sono sbiadite,
          o perché magari la natura vuole giocare un po’ a nascondino, così ha pensato bene
          di far crescere un bell’albero in corrispondenza del segnale, oscurandolo.
          Beh ma se vogliamo essere dei bravi escursionisti o esploratori dobbiamo anche
          sforzarci di cercare la corretta via.
          Proseguendo lungo il cammino i nostri occhi avvistano qualcosa di strano, di ano-
          malo: si tratta per caso di un albero malato? O di un colorato gesto di un tifoso
          perugino? Ma certo che no, è semplicemente un utilissimo segnale sentieristico da
          tenere bene a mente che rientra tra quella che comunemente viene chiamata
          segnaletica orizzontale. Sono segnali di ausilio a quelli cartellonistici e si incon-
          trano in zone impervie dove la cosa più facile da fare è smarrirsi.
          A questo punto però la domanda nasce spontanea: esistono solo segnali bianco-
          rossi?                                                           (termina a pagina 53)
                                                                         Il Forestale n. 49 - 51
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