Page 46 - Forestale N. 49 marzo - aprile 2009
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          Il clown d’argento a due agricoltori      Un anno sul Delta





















          “È la prima volta che un coltivatore ottiene l’oscar circen-  Compie un anno l’Oasi faunistica di Valle Canneviè-
          se, il Clown d’argento. Sono orgoglioso che dalla terra  Porticino (Ferrara), un biotopo di elevato valore naturalistico
          veneta venga una forte testimonianza della passione per i  gestito da Ekoclub International.
          cavalli.” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari  “Valle Canneviè riveste un notevole interesse per l’avifauna
          e forestali Luca Zaia accoglie la notizia del successo ita-  sia durante il volo di migrazione autunnale e primaverile,
          liano alla 33ma edizione del festival internazionale del  sia come zona di sosta per il periodo invernale, sia infine
          Circo di Montecarlo.                      come area di nidificazione” spiega Gianluca Bardelli, diret-
          A ottenere il prestigioso riconoscimento sono due fratelli  tore relazioni esterne di Ekoclub. La Valle deve il nome al
          di Castelgugliemo (Rovigo)  Alex e Pierre Giona, di 34 e 31  settecentesco “casone”, che sorge nel suo margine occi-
          anni, proprietari di un’azienda agricola di famiglia e un  dentale e la cui architettura risente di influssi veneti. In
          allevamento di cavalli. La regia dello spettacolo è del  prossimità di questo edificio, sorgono tre installazioni da
          veronese Antonio Giarola. Il numero dei fratelli Giona con-  pesca: i “tabarri” di valle. Anch’essi ristrutturati, sono
          siste nel guidare sette cavalli bianchi di razza mista in  rispettivamente riservati a centro visite, centro congressi e
          totale libertà, senza l’ausilio del classico frustino o dei fini-  ristorante.“All’interno dell’oasi è possibile accedere con un
          menti, solo con la voce di Alex e una piuma, in una  camminamento pedonale, al quale sono collegati vari punti
          coreografia delicata e di grande impatto visivo.  di osservazione opportunamente schermati per consentire
          Gli agricoltori sono in grado di domare l’animale senza  l’avvistamento degli uccelli acquatici senza arrecare loro
          l’uso di fruste o altri strumenti, insegnando il grande  disturbo” spiega Bardelli. “Una vera oasi ecologica per il
          rispetto che si deve portare agli animali.  birdwatching di cui andiamo fieri”.

          Pastore maremmano protegge i pinguini

          Allevato per proteggere le pecore dell’Appennino dai
          predatori di casa nostra, il cane da pastore maremmano-
          abruzzese ha riscosso un particolare successo nella
          lontana Australia. È risultato infatti particolarmente adatto
          a custodire le colonie di pinguini che abitano nelle isole
          centrali della costa meridionale. Stando al direttore del
          progetto, Ian Fitzgibbons, un gruppo di maremmani-
          abruzzesi ha adottato i pinguini come se appartenessero
          al loro branco, proteggendoli dagli attacchi di volpi e altri
          animali. L’obiettivo è ora di addestrare questi cani grandi
          e fedeli a proteggere altri animali in pericolo di estinzione.
          Da anni le organizzazioni in difesa degli animali tentavano
          invano di proteggere la colonia di pinguini azzurri, passa-  centinaia. L’esperimento con i cani pastore rappresentava
          ti in pochi anni da cinquemila unità ad appena poche  l’ultimo tentativo.

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