Page 12 - Il Forestale n. 38
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La mitica figura del mandriano a cavallo ha affinarono una serie di tecniche
resistito nel tempo tramandandosi intatta indispensabili per trattare animali selvaggi
fino ai giorni nostri, nonostante i e che ben presto si trasformarono in arte
i i i i mutamenti sociali ed economici dei luoghi e poi in una vera e propria cultura.
Insieme a questo nuovo mestiere, che
“custodi” di questa nobile arte.
l l l l di Celestino Sellaroli divenne col tempo uno stile di vita, si
l l l l affermò e si consolidò l’immagine, ormai
a a a a l verde intenso dei boschi, i colori vivaci mitizzata, del buttero maremmano, vero e
incontrastato re delle grandi pianure.
dei campi, le colline che digradano
v v v v I dolcemente verso il mare azzurro: Nel Settecento, come anche nei secoli
tutto questo e tanto altro ancora è la
precedenti, gli animali rappresentavano
a a a a Maremma grossetana, ricca di tradizioni e una delle maggiori fonti di reddito
di misteri.
nell’economia della Maremma, che si
basava su un’agricoltura estensiva,
In questa terra baciata dal sole e scelta
c c c c come dimora definitiva dal popolo etrusco essenzialmente cerealicola, e sullo
sfruttamento dei pascoli.
comparve, nel XVIII secolo, una forma di
allevamento prevalentemente improntato Questa forma alquanto primitiva di utilizzo
del territorio era incentivata e giustificata
all’utilizzo dei grandi spazi aperti, dove i
e e e e branchi di bovini e cavalli, tenuti allo stato dalla presenza massiccia del latifondo,
brado, venivano custoditi dai butteri. Se si vastissime proprietà pressoché prive di
ripercorre la loro storia si capisce perché
abitazioni, coltivate mediante
i i i i siano una testimonianza così importante manodopera stagionale, con investimenti
praticamente nulli e ampie porzioni di
della Maremma.
n n n n Quella del buttero era una vita difficile e terreno lasciate incolte. Poche le
i i i i faticosa che lo costringeva a subire le maestranze che lavoravano
ingiurie del tempo e le difficoltà ambientali
quotidianamente come stipendiati fissi
m m m m lungo tutto l’arco dell’anno, fatto di lunghe all’interno delle grandi tenute. Tra queste i
butteri, ai quali era affidato il “tesoro” della
giornate in sella al cavallo per accudire la
mandria, unica fonte di sussistenza.
Maremma, ovvero il bestiame, allevato
o o o o Le necessità dettate da un così allo stato brado. prendersi cura
Compito del buttero era quello di
particolare lavoro svilupparono ed
u u u u degli animali, non
solo dei bovini ma
anche dei cavalli,
che servivano da
mezzo di
trasporto e da
lavoro. Prima e
importantissima
operazione era
dunque quella di
catturare e
domare i cavalli
selvaggi.
L’animale scelto e
addestrato dal
buttero diventava
il compagno
Il Forestale n. 38/2007 © Troupe Verde – NPA/CfS inseparabile per
tutta la sua vita. In
sella al suo cavallo
il buttero
affrontava le
I “butteri” tradizionali seguono le nascite dei puledri, sorvegliano le mandrie e osservano gli
dall’alba al
animali per ottenerne cavalli affidabili. lunghe giornate,
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