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Relazione Annuale - 2017
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
Premessa
Nel quadro delle attribuzioni previste dal D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga (D.C.S.A.) rappresenta, a livello nazionale, l’organo competente del Ministro dell’Interno in tema di coordinamento e pianificazione delle Forze di Polizia e di alta direzione dei relativi servizi per la prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope; si relaziona sinergicamente, a livello internazionale, con i corrispondenti Enti di polizia straniera e con gli Organi tecnici dei Paesi esteri operanti in Italia, al fine di garantire la necessaria cooperazione di settore. Nell’anno 2017, nell’ambito normativo citato, il I Servizio “Affari Generali e Internazionali” ha concorso alla gestione di iniziative multilaterali, bilaterali, addestrative, legislative e di supporto tecnico alle indagini di polizia giudiziaria di competenza.
Attività multilaterali
Le iniziative in ambito multilaterale, svolte anche con il prezioso contributo della Rete degli Esperti per la Sicurezza nelle diverse sedi estere, sono state principalmente sviluppate con le Nazioni Unite, l’Unione Europea ed altre Organizzazioni Internazionali e/o Piattaforme Regionali, quali il Gruppo Roma – Lione in ambito G7, il M.A.O.C.(N) – Maritime Analysis and Operations Centre (Narcotics), AMERIPOL – Comunidad de Policías de América –, Paris Pact ed I.D.E.C. – International Drug Enforcement Conference. a. Nazioni Unite
Tra le principali attività in ambito Nazioni Unite, si richiamano:
•i lavori della Commission on Narcotic Drugs (CND), Organo Centrale del
sistema ONU di controllo delle droghe per la definizione delle politiche in materia, deputato ad analizzare la situazione globale del fenomeno, elaborare proposte per combattere i problemi ad esso correlati e rafforzare il sistema dei controlli. La 60^ Sessione della CND, tenutasi a Vienna dal 13 al 17 Marzo 2017, è stata la prima a seguito della Sessione Speciale dell’Assemblea generale ONU sul problema droga (UNGASS), tenutasi ad aprile 2016 a New York, ed ha visto il dibattito incentrarsi sui passi che la Comunità internazionale è chiamata ad intraprendere nell’attuazione dell’Outcome Document di UNGASS. L’evento ha posto in evidenza:
•• la permanenza di visioni strategiche divergenti tra alcuni Paesi (Gruppo G77 e Cina), legati ad una impostazione più tradizionale, ed altri (tra cui l’Italia ed i Paesi Occidentali), che si ispirano ad un approccio omnicomprensivo al fenomeno droga;
•• lanecessitàdiprepararepertempoipassinecessariperlarevisionedecennaledellaDichiarazione Politica e del Piano d’Azione sul problema mondiale della droga, adottati nel 2009, soprattutto tenendo conto della sopra richiamata divergenza;
•• la continua diffusione e proliferazione di nuove sostanze psicoattive che costituisce un rischio meritevole di particolare attenzione. Sono state, infatti, poste sotto controllo internazionale dodici nuove sostanze, inserendole nelle relative tabelle allegate alla Convenzione Unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti del 1961, modificata dal Protocollo del 1972, ed alla Convenzione delle Nazioni Unite sulle sostanze psicotrope del 1971.
La posizione italiana, espressa dalla delegazione italiana guidata dal Dipartimento per le Politiche Antidroga e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, definita nel corso di numerose riunioni preparatorie a livello interministeriale, si è concentrata: •• nella volontà di ribadire l’orientamento politico derivante dall’Outcome Document di UNGASS
Attività della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga
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