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Il piromane e l’incendiario


            golarmente confermate dai nuovi episodi di cronaca. Le osservazioni
            effettuate sulle attività criminali degli incendiari hanno evidenziato che  FOCUS
            quanto più è organizzata la scena dell’incendio e studiata la tecnica del-
            l’innesco del fuoco, tanto più l’autore è razionale e finalizzato da propri
            interessi materiali.
               Scene del fuoco poco organizzate o tecniche molto semplici permet-
            tono di dedurre autori mossi da spinte non razionali, bensì di tipo emo-
            tivo ed impulsivo, vale a dire di tipo psicopatologico.
               Le motivazioni psicopatologiche si possono dedurre ad esempio dal-
            l’uso di materiali comuni, come un banale accendino o il mozzicone di
            sigaretta, e dalle numerose “prove” lasciate sulla scena del crimine (co-
            me le impronte delle scarpe, gli strumenti utilizzati per appiccare il fuo-
            co, l’essere visti da testimoni) che depongono per un atto “maldestro”
            commesso sotto la spinta di una forte tensione psicologica ed una for-
            te emotività.


            2. La nascita del piromane
               Comunemente si pensa che sia il piromane a far nascere l’incendio:
            la realtà dei fatti che emerge dalle storie dei piromani dimostra invece
            che è l’incendio che crea l’incendiario della tipologia del piromane, per
            le forti e piacevoli emozioni che la vista del fuoco che arde e che brucia
            è in grado di suscitare nella persona. Emozioni intense, molto piacevo-
            li ed eccitanti, come non ne ha provate in altro modo, e che poi, deside-
            rando riviverle e ripeterle, lo spingono a ricreare volontariamente la sce-
            na del fuoco.
               Il primo contatto tra il fuoco ed il piromane è occasionale, ma è tal-
            mente intenso che il secondo è voluto da piromane. E così via poi in
            modo ripetitivo e ricorrente.
               Si genera e si stabilisce così un circolo vizioso tra il fuoco ed il piro-
            mane per cui più lui vede il fuoco e più desidera appiccarlo. Possiamo
            dire che si crea, dopo un repentino iniziale “colpo di fulmine”, una spe-
            cie di fortissima “attrazione fatale” che non si ferma più di fronte a nul-  5
            la, neanche di fronte alla gravità del reato dell’appiccare incendi a beni  n.
            preziosi come i boschi e le foreste.                                        -  II
               Dal “colpo di fulmine” in poi il comportamento del piromane è ob-
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