Page 9 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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valoriale, morale - e anche su quello concreto - la resistenza dei militari che dissero
               No ebbe un significato e una valenza di altissimo rilievo, l’abbiamo poc’anzi ascol-
               tato. Oggi tutto questo si coglie in modo  finalmente più compiuto, grazie alla
               costante azione di stimolo delle vostre associazioni e al lavoro prezioso degli storici.
               La resistenza italiana non è stata limitata ad avanguardie patriottiche, ma ha ricevu-
               to l’apporto di diversi affluenti provenienti da varie componenti sociali. È grazie
               anche a tante resistenze senza armi che la resistenza armata ha trovato allora terreno
               fertile, consensi e sponde preziose. Quei principi di libertà, di indipendenza, di pace
               sono diventati patrimonio comune anche in virtù di sacrifici diffusi nella popola-
               zione, di solidarietà generose e di tanti eroismi rimasti sconosciuti, sorretti dalle
               coscienze personali e propagatisi proprio con la forza di coerenti testimonianze.
               Allargare lo sguardo sulla ribellione degli italiani agli oppressori è dunque un’esi-
               genza di verità. Preziosa anche per comprendere la saldezza delle radici e il valore
               costituente della Resistenza”, della nostra Guerra di Liberazione. Quelle vicende le
               poterono raccontare uomini come il Sottotenente Abramo Rossi, all’epoca giovane
               Carabiniere deportato in Germania che, rientrato in Italia, riprese il suo posto
               nell’Arma, continuando la sua carriera. Rossi rappresenta uno dei testimoni ancora
               attivi che raccontano quelle drammatiche vicende. Era però necessario riprendere
               servizio, tornare in attività per garantire quel rientro al consesso civile che era man-
               cato. Ancora il Presidente della Repubblica segnala in occasione dell’80° anniversa-
               rio della Consulta Nazionale: “Il 25 settembre 1945 - 80 anni or sono - si insediava
               la Consulta Nazionale, assemblea consultiva destinata ad accompagnare, affiancan-
               do il Governo, la transizione dell’Italia verso l’agognata libertà e, col referendum, la
               Repubblica. La Consulta fu tassello del percorso che riportava l’Italia tra le demo-
               crazie. Erano due Italie che si incontravano, quella del Governo del Regno del Sud
               e quella della Resistenza, dei Comitati di Liberazione Nazionale […] La Consulta si
               trovava ad apprestare il ritorno alla vita democratica con l’elezione dell’Assemblea
               Costituente e, contemporaneamente, ad affrontare i problemi della vita quotidiana
               di una nazione distrutta”. Proprio su quest’ultimo punto ci si richiama quale ispi-
               razione del numero speciale. Raccontare i Carabinieri in quell’Italia martoriata
               attraverso le pagine, le ricerche e le riflessioni degli autori.
                    Come introdotto preliminarmente, il Professor Emilio Gentile apre il
               numero speciale con una riflessione Le Italie nell’Italia liberata e riunificata.
               Segue un testo del Professor Gianluca Pastori Gli Alleati, l’Italia, la liberazione.
               Fra vincoli strategici e sfide politico-istituzionali. In tema di alleati, il Colonnello
               Massimiliano Sole titola La fiducia degli alleati nell’Arma dei Carabinieri, a cui
               segue un testo sul riordinamento dell’Arma appena terminato il conflitto.



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