Page 8 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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L’apparato della pubblica sicurezza di quegli anni vedeva i Carabinieri in
             prima linea, particolarmente in quelle zone dove rappresentavano l’unico baluar-
             do di rispetto delle leggi.
                  Acutamente il Professore Emilio Gentile ha intitolato il suo contributo “Le
             Italie nell’Italia liberata e riunificata”. Si trattava dunque di riallacciare quei nodi
             e quelle relazioni che il fronte aveva separato e che la Repubblica Sociale Italiana
             aveva tagliato. C’era effettivamente bisogno di ricostruire una “nuova Italia”,
             come riporta il titolo del periodico dedicato ai Carabinieri di quegli anni: “Il
             Carabiniere della Nuova Italia”, quale evidente necessità di dare vita ad un cam-
             biamento che consentisse ad un territorio e ai suoi cittadini devastati dalla guerra
             di poter guardare con fiducia a un futuro di ricostruzione e di auspicato benesse-
             re, dopo un ventennio di compressione dei diritti e di rinunce.
                  La ripresa doveva passare anche dall’aiuto che le Potenze Alleate avrebbero
             fornito e, in questo caso, sembra interessante sottolineare il ruolo dei Carabinieri,
             apprezzati e ricercati dai militari anglo-americani per le loro capacità investigati-
             ve, ma soprattutto per quell’innato senso delle istituzioni e di vicinanza ai citta-
             dini che ne faceva dei mediatori eccellenti, supportando le iniziative e le istanze
             degli alleati. Dunque non solo ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, ma elemen-
             to di raccordo tra alleati, governo centrale e cittadini.
                  In questo senso, lo stesso governo del tempo prese atto delle necessità ope-
             rative e dei bisogni di sistemazione dell’Arma e riconobbe i necessari incrementi
             organici, ma anche gli opportuni riconoscimenti economici che durante il ven-
             tennio erano stati piuttosto modesti.
                  Con il numero speciale l’Italia liberata, però, si è voluto fare uno sforzo in
             più, andando oltre il periodo della guerra e della lotta armata per raccontare i
             primi giorni, le prime settimane, i primi mesi di quel processo di ricostruzione
             che è stato sopra evocato. Ricostruzione non solo fisica, ma soprattutto morale,
             con il bisogno di ritrovare i valori fondanti di quelle Istituzioni dello Stato che,
             nonostante le difficoltà e le limitazioni, anche imposte dagli alleati, continuavano
             a infondere quella sicurezza che i cittadini italiani ora cercavano dopo venti mesi
             di guerra civile, con truppe alleate ancora presenti sul territorio nazionale e con
             tanti uomini e donne dei quali non si conoscevano ancora le sorti.
                  Quei valori non furono persi da tanti uomini e donne che vissero il tragico
             periodo dall’8 settembre 1945 alla Liberazione ma anche oltre. Ricorda il nostro
             Presidente della Repubblica, Onorevole Sergio Mattarella, nel suo intervento il 19
             settembre 2025 in occasione della prima giornata degli Internati italiani nei campi
             di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale che “Sul piano



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