Page 200 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i CaraBinieri DeL 1945 - L’itALiA LiBeRAtA




                  ➣ sia,  infine,  perché  orientamenti  ed  esigenze delle autorità  alleate  non
             sempre hanno collimato con i nostri.
                  2) nel grafico allegato n. i risulta il quantitativo iniziale dei prigionieri di
             guerra o militari comunque all’estero da rimpatriare, distinti per provenienze.
                  essi possono vedersi raggruppati in cinque grandi blocchi:
                  a) reduci da prigionia in mano anglo-americana;
                  b) reduci da prigionia in mano francese nel nord africa;
                  c) reduci da prigionia in mano russa;
                  d) reduci da internamento (in Germania, in svizzera, in francia);
                  e) reduci dalla Balcania.
                  3) sin dai primi mesi del 1944, per trattare le questioni inerenti ai prigionie-
             ri di guerra ed ai profughi civili, il Governo italiano istituì:
                  ➣ con regio decreto-legge 6  aprile 1944 l’Alto commissariato per  i
             Prigionieri di guerra, organo sovraintendente allo stato, trattamento, impiego
             ed assistenza dei prigionieri di guerra sino all’atto del loro rimpatrio (art. 2);
                  ➣ con regio decreto-legge 29  maggio 1944 l’Alto commissariato per
             l’Assistenza dei Profughi di guerra, ente operante nei confronti dei civili profughi
             di guerra internati e deportati in conseguenza di eventi bellici (art. 2).
                  per nessuno di questi due enti era previsto il compito specifico di predi-
             sporre l’organizzazione del rimpatrio dei prigionieri, né essi avrebbero avuto, del
             resto, l’attrezzatura necessaria.
                  perciò, nell’ottobre 1944, allorché si delineò prossimo l’inizio del rientro in
             patria dei militari reduci da prigionia o da internamento, in una riunione indetta
             dalla presidenza del Consiglio il 24 ottobre 1944 per concordare le provvidenze
             da adottare per il rimpatrio dei prigionieri di guerra e degli internati civili:
                  si misero in evidenza le difficoltà notevoli che si incontravano nei primi rim-
             patri anche per il fatto che gli alleati intendevano che l’esercito si disinteressasse
             dell’argomento:si diede mandato al sottosegretario militare alla Guerra di con-
             cretare  un  piano completo  per l’accoglimento dei  prigionieri  in  accordo con
             l’alto Commissario prigionieri di Guerra  e con l’alto Commissario reduci,
             piano che doveva essere sottoposto all’approvazione degli alleati.
                  nello stesso mese di ottobre il ministero concludeva il suo esame ricono-
             scendo la necessità di prevedere e provvedere senza indugi a tutta una vasta orga-
             nizzazione centrale e periferica, alla quale fosse preposto un ufficiale generale con
             alcuni elementi per gli studi, contatti, predisposizioni ed attrezzature.
                  Venne così costituito l’Ufficio Autonomo Reduci da Prigionia di guerra e
             Rimpatriati, con Decreto ministeriale in data 9 novembre 1944 n. 4300, che
             specificava chiaramente le attribuzioni (cfr. allegato 2): svolgere tutte le questioni

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