Page 218 - Rassegna 2024-2
P. 218

INSERTO




             2.  La “pulizia culturale” tra la fine del secolo scorso e l’inizio del nuovo
               millennio
                  Nell’abominio assoluto delle guerre tra gli Stati della ex Repubblica fede-
             rale socialista jugoslava che, nell’ultimo decennio del secolo scorso, sprofonda-
             rono  nuovamente  l’Europa  nell’abisso  dei  campi  di  concentramento  e  della
                                                                                     20
             pulizia etnica culminati nel genocidio dei bosniaci musulmani di Srebrenica , la
             violenza bellica, anche in ragione della matrice interetnica e interreligiosa dei
             conflitti,  investi  con  furia  iconoclasta  anche  il  patrimonio  artistico-culturale.
             Emblematici casi di quella barbarie furono l’incendio appiccato nell’agosto ’92
             alla  Biblioteca  nazionale  di  Sarajevo  durante  l’assedio  serbo-bosniaco  della
                 21
             città , dal quale si salvò soltanto la decima parte del patrimonio librario raccol-
             to al suo interno, costituito da un milione e mezzo di volumi, alcuni dei quali
             rari  e  antichissimi;  la  distruzione  intenzionale,  durante  il  medesimo  assedio,
             dell’Istituto orientale, che custodiva una tra le collezioni più ricche e preziose al
             mondo di manoscritti in lingua araba, persiana, turca ed ebraica, oltre a migliaia
             di documenti storici relativi alla dominazione ottomana della Bosnia; il crollo
             del “ponte vecchio” della città di Mostar, nel novembre ’93, provocato dai ripe-
             tuti cannoneggiamenti dall’esercito croato che si opponeva alle forze governa-
             tive  bosniache ;  i  bombardamenti  da  parte  della  artiglieria  della  Repubblica
                           22
             federale di Yugoslavia, alla fine del ’91, del centro storico dell’antica città croata
                          23
             di Dubrovnik , inserita nella liste del patrimonio culturale mondiale tutelato
             dall’Unesco.
                  Alla  inaudita  violenza  dello  scontro  bellico  che  provocò  centinaia  di
             migliaia di vittime tra i civili inermi e milioni di profughi, il Consiglio di sicu-
             rezza delle Nazioni Unite rispose istituendo il Tribunale internazionale per la ex



             20   Il 9 luglio 1995 le truppe serbo-bosniache al comando del generale Ratko Mladic, di concerto
                  con Radovan Karadzic, Presidente della Repubblica socialista della Bosnia Erzegovina, ucci-
                  sero 8372 uomini, poi seppelliti in fosse comuni. Lo specifico intento di eliminare il gruppo
                  etnico del bosgnacchi alla base del massacro, comportò l’accusa di genocidio per entrambi,
                  condannati il primo all’ergastolo e il secondo a quaranta anni dal Tribunale internazionale
                  per la ex Jugoslavia. La pena di quest’ultimo è stata commutata in ergastolo nel giudizio di
                  appello, nel marzo 2019.
             21   L’assedio più lungo della storia moderna iniziò il 5 aprile 1992 con le forze serbo-bosniache
                  che capeggiate da Milosevic, si schierarono sulle colline che circondavano la capitale della
                  Bosnia-Erzegovina, protraendosi sino al 29 febbraio 1996.
             22   Come è noto, lo Stari Most era un ponte di pietra ottomano risalente al 1500, di grande valo-
                  re architettonico in quanto ritenuto ponte a singolo arco più grande del suo tempo, ma anche
                  e soprattutto simbolo della pacifica convivenza tra le due parti della città - una a maggioranza
                  cristiana, l’altra a maggioranza musulmana - di cui costituiva linea di separazione solo ideale.
             23   Furono ritenuti responsabili e condannati per questi fatti, l’ammiraglio serbo Jokic e il gene-
                  rale montenegrino Strugar.

             28
   213   214   215   216   217   218   219   220   221   222   223